‘RADIO PENSIERI’, DOTTO: “Auguro a Garcia di vincere questo campionato e di andare via”

Continua la nostra rubrica quotidiana che accompagna i lettori che non possono ascoltare i commenti di conduttori ed opinionisti delle radio locali

di Redazione, @forzaroma

Quello delle Radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Sì, anche le altre città hanno degli spazi dedicati allo sport, e magari anche la loro stazione dedicata alla squadra del luogo. Non si troverà mai, tuttavia, una voce altisonante e popolare come quella proveniente dagli apparecchi della Capitale; una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo, e una folla di appassionati pronti a sintonizzarsi all’ora concertata. Ogni protagonista va a comporre un grande collage che riempie di spunti, approfondimenti e contraddizioni la settimana del tifoso. Un ciclo continuo, che si rinnova sulle frequenze FM locali ogni giorno, di partita in partita, stagione dopo stagione.

GIANCARLO DOTTO (Tele Radio Stero): “De Rossi in questo momento è il giocatore che manca di più a questa squadra. Dopo la sconfitta contro il Barcellona Garcia è il bersaglio più semplice: io , a differenza di quello che viene riportato, non ho mai detto che deve essere sostituito, ma gli ho solo augurato di vincere questo campionato e di andare via. In questo momento probabilmente non ha totale fiducia nella propria capacità di impattare nel mondo della comunicazione e ha scelto per questo un atteggiamento di ripiego che non gli giova. Dzeko non può passare come capro espiatorio per questa situazione”.

ALESSANDRO AUSTINI (Tele Radio Stereo): “La sconfitta al Camp Nou era da mettere in preventivo, io ero abbastanza preparato e avrei fatto lo stesso in campo. Speravo che i giocatori non avessero la mia stessa rassegnazione ed invece… Il gol della bandiera rende tutto più avvilente. La Roma ha fatto peggio con la sconfitta di Borisov e nella rimonta a Leverkusen. Se la Roma passa il turno lo fa grazie al pareggio tra BATE-Bayer Leverkusen. La Roma si sta ricostruendo un’immagine europea. Garcia sta dimostrando di non essere un allenatore da Champions”

UGO TRANI (Retesport): “Se la Roma va agli ottavi di Champions non si cancella tutto quello che è successo prima. Sugli almanacchi le figuracce restano, come il 7 a 1 di Bayern o il derby di coppa Italia. Solo se vinci lo scudetto o la Champions League puoi cancellare qualcosa, altrimenti bisogna cancellare dalla faccia della terra quelli che sono passati in questi mesi dalle nostre parti. Hanno la presunzione di essere i più bravi in ogni cosa, quando invece stanno sbagliando tutto, a cominciare dalla comunicazione. Ma una squadra che gioca in Europa può non avere lo sponsor?”  

ALESSANDRO ANGELONI (Retesport): “Ci sono due strade: una quella percorribile al momento, cioè cambiare allenatore. Poi c’è la strada che porta a fare ragionamenti più ampi sulla struttura societaria. Rischi di prendere la strada più facile al momento attuale, quella di pensare che il male di tutti i mali sia Garcia. Il tecnico ha commesso degli errori, il peccato originale è aver accettato a testa bassa il ‘ridimensionamento’. Adesso si affronta la stagione con alcuni elementi della squadra attaccano pubblicamente le scelte tattiche e un tecnico che viene bersagliato, anche se non è tutta colpa sua. Io l’allenatore lo cambierei solo se ci avessi la certezza della rottura dello spogliatoio, solo se fossi certo che la squadra non lo segue più”.

RICCARDO ‘GALOPEIRA’ ANGELINI (Tele Radio Stereo): “Nel grigiore totale di martedì sera l’unico che ha tentato di fare delle cose che somigliano a qualcosa che deve fare un giocatore in una grande squadra questo è Dzeko. Secondo me lui spesso si sarà domandato ‘Quanto c’è da lavorare qui per rimettere a posto le cose!’. La Roma deve completare un percorso di crescita che ti permette di non prendere più sei gol in una partita. Non è semplice ma ci deve provare. A cominciare dal tecnico”

GIANLUCA PIACENTINI (Tele Radio Stereo): “Analizzare il momento della Roma attraverso quello che è successo al Camp Nou è sbagliato. Si sono visti errori che già in altre occasioni la squadra aveva palesato. Credo che dovremo convivere con questa situazione fino alla fine dell’anno sperando che le cose vadano bene. Ogni volta ci ritroviamo a commentare gli stessi errori. Al Camp Nou, tranne un po’ Dzeko, si è vista una squadra che manca di una leadership. A meno di crolli verticali nei prossimo due mesi, credo che Garcia sia destinato a rimanere sulla panchina anche perché è la soluzione più logica”.

MASSIMO CECCHINI (Retesport): “Il duro faccia a faccia tra Garcia e giocatori non c’è stato, per quello che ho saputo io. Tecnico e calciatori parlano spessissimo, è difficile quindi che possa essere uscito ieri un concetto diverso dal giorno prima. Siamo passati da una Roma con solidi radici, quella di Totti e De Rossi, quasi con una mentalità basca, a una Roma estremamente professionale e con giocatori che vengono e vanno, che però non hanno il tempo e il modo di radicarsi, non dico come i romani, ma come ad esempio Burdisso. Questo può essere un limite”.

LUCA VALDISERRI (Retesport): “Non c’è dubbio che Dzeko sia stato l’acquisto più grande dell’estate, anche più di Salah. Dzeko non è scontento di essere venuto alla Roma, pensava di trovare qualcosa di diverso. Anche la Roma pensava che il bosniaco segnasse più gol. I giallorosso stanno sfruttando solo il 50% del potenziale dell’attaccante. Le gare contro Atalanta e Torino faranno capire cosa riuscirà la Roma a fare senza Gervinho e Salah”.

MASSIMILIANO MAGNI (Retesport): “E’ giusto ricordare il percorso che ha fatto questa squadra. Dicevamo alla fine della scorsa stagione che il problema della conferma di Garcia non era legato solo alla bravura, ma al fatto che ad ogni intoppo la questione si sarebbe ingigantita. Una delle cose fondamentali quando si programma una stagione è la possibilità di andare oltre agli intoppi che necessariamente si presenteranno. Un 6 a 1 basta accostarlo al pareggio di Bologna che ricominciano inevitabilmente tutti i problemi legati a Garcia, mai stabile dopo quanto successo a giugno. La Roma ha iniziato in maniera poco convinta, e questo si riflette in tutto, dalla stampa ai giocatori. Bisogna fare con Pallotta una distinzione tra propiretario e presidente. Lui è un buon proprietario, ma come presidente è al di sotto delle mie aspettative, gli manca l’esperienza del presidente”.

DAVID ROSSI (Roma Radio): “Io rimarrò qua fin quando la Roma non vincerà. Credo nella buona fede, nella genuinità, nel disegno e nel progetto di questa società. La Roma non è la squadra e la società di qualche anno fa, ha fatto cose importanti e ne deve fare ancora altre. La Roma è ancora una squadra provinciale in Europa, in Italia invece è già tra le grandi”.

ROBERTO PRUZZO (Radio Radio): “L’Atalanta avrà tanta voglia di rilanciarsi dopo le ultime delusioni. Chi vede giocar la Roma non va all’Olimpico credendo di non fare risultato. Sarà una partita difficile, a prescindere da chi andrà in campo. L’aspetto psicologico vale molto, sei gol non te li levi di dosso con facilità”.

FURIO FOCOLARI (Radio Radio): “Noi non sappiamo come reagirà la Roma a questa umiliazione del 6 a 1 contro il Barcellona. Il mio pronostico al momento è più sul pareggio tra Roma e Atalanta”.

ROBERTO RENGA (Radio Radio): “Bisognerebbe entrare nella testa di Garcia, giocatori e dirigenti. Non è con la depressione che si cura il 6 a 1, ma con una bella sfuriata che faccia reagire tutti. L’Atalanta fatica a fare gol, soprattutto in trasferta, secondo me la Roma può uscire da questa situazione soprattutto grazie all’avversario. Con il Bate anche la Roma ‘B’ vincerebbe”.

FRANCO MELLI (Radio Radio): “La Roma dal punto di vista offensivo è in pericolo per l’assenza delle frecce. Lo pensavo prima di Barcellona, lo penso adesso dopo il 6 a 1. C’è un grosso pericolo di iniziare il periodo dei pareggi”.

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  1. augustorall_265 - 5 anni fa

    Dire che garcia non e un allenatore da champions è decosamente sbagliato, garcia non è un allenatore e basta!

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