‘RADIO PENSIERI’, ZAMPA: “Se buttiamo a mare anche Spalletti, allora su chi puntiamo?”

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

di Redazione, @forzaroma

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ANDREA DI CARLO: “Se la Roma va a Plzen con la squadra B, con Gerson che non farebbe il titolare tra nella squadra ceca, allora deve essere contenta di questo pareggio”.

ALESSANDRO CRISTOFORI: “A questo punto io in difesa giocherei con Manolas e Fazio, Juan Jesus non è un giocatore presentabile. A sinistra invece proverei Seck, che comunque non può fare peggio dei compagni”.

CARLO ZAMPA: “Spalletti ha voluto mettere i giocatori davanti alle proprie responsabilità con le dichiarazioni del postpartita, non riesce a darsi una spiegazione logica a quello che sta vedendo. La Roma doveva ammazzare la partita dopo il vantaggio, invece si è tirata indietro. Juan Jesus è questo, ma se ha problemi alla caviglia allora metta Seck che è sicuramente motivato. Secondo me il gol di ieri è colpa di Juan Jesus al 95%, non di Alisson. La Roma non può più essere una sorta di laboratorio come era con Luis Enrique. Alla fine gli uomini sono gli stessi, a parte in difesa. Poi se buttiamo a mare anche Spalletti, allora non so più su chi dobbiamo puntare”.

FABIO MACCHERONI: “Mi sembra che Spalletti sia in confusione. Ha fatto giocare Gerson e poi lo ha tolto subito, era importante partire bene in Europa League anche per risollevare gli animi. Per ora Juan Jesus è un acquisto sbagliato. Ma non si capisce l’idea di calcio di Spalletti di quest’anno. Pjanic? Non è che abbiamo perso Maradona o Messi, o il Totti dei tempi buoni, ha fatto panchina con Lemina. Non sto discutendo il valore del bosniaco, però l’involuzione del gioco della Roma non può essere dipesa dalla sua partenza. Spalletti non fa miracoli, anche se è un buon allenatore. La garanzia non può essere lui, ma una società che agisce bene sul mercato”.

IACOPO SAVELLI: “Non sono stupito dalla squadra messa in campo, ma dalla mentalità, quello è il problema. Queste partite fanno male, ho visto gente tirare indietro la gamba nei contrasti come in un’amichevole. Non credo che si possano scalare le gerarchie, chi è titolare è titolare e chi è riserva è riserva. Si può sicuramente sfruttare al massimo una partita così a prescindere dal posto da titolare, ma non ho visto neanche quello. La Roma ha giocato al 20%. Non è una bella figura a livello nazionale e internazionale. Sembra di rivedere la Roma di Garcia, ad esempio quella col col Bate. A questo punto è un vuoto della società, nessuno si arrabbia, nessuno viene ripreso o multato a meno che questo non succeda privatamente. Bisogna essere entusiasti di giocare nella Roma, che è un club medio-alto. Se la Roma fosse stata allenata da Garcia, oggi sarebbe stato un processo a Garcia e non a Juan Jesus. Ci sono solo due o tre giocatori che possono aspirare a qualcosa di più della Roma, ma gli altri dovrebbero baciare per terra”.

PAOLO FRANCI: “Perotti sembra non creda più così tanto nelle sue qualità. Un Manolas così polemico non me lo ricordo, di solito è sempre stato silente. La Roma non rende perché quelli che devono fare la Roma non ci credono fuori dal campo. C’è questa percezione, si sopravvive ma non si vince. Spalletti più avanti della Roma? Ha vinto due coppette in Russia, la mentalità non finisce in bacheca. Non stiamo parlando di Guardiola e Ancelotti”.

MASSIMO CECCHINI: “Il ruolo di terzino sinistro continua ad essere scoperto. Inoltre ieri Juan Jesus ha fallito proprio dove dovrebbe essere forte, ovvero nella marcatura. A Roma è tutto raddoppiato, compresa la passione. Non sarà che tutto questo raddoppio sia un limite invalicabile? Spalletti è rimasto perplesso sicuramente, ma si sapeva che la società non aveva molti soldi da spendere. La Roma riteneva superfluo confermare Szczesny, si è impuntato il mister”.

MASSIMILIANO MAGNI: “I giocatori avvertono la sciatteria che c’è intorno. La società deve farsi sentire dalla squadra, altrimenti sei una squadra mediocre come in effetti è”.

ALESSANDRO VOCALELLI: Gerson? Credo che sia un giocatore di grande qualità ma per una società come la Roma che mi sembra navighi sul filo dell’economicità, fare all-in su Gerson mi è sembrata una bella scommessa. Crescere all’ombra di Totti per me è un privilegio non un pericolo. La difesa è il reparto che è stato rinforzato di più, si è cercato di migliorarla con i soldi di Pjanic, facendo però cose curiose. Spalletti? Ieri ha sbagliato nuovamente la formazione, in questo momento, considerando il livello degli avversari, credo sia il primo responsabile dei problemi della Roma”.

ALESSANDRO ANGELONI:Dopo la partita di ieri non mi sento di dare giudizi definitivi su certi giocatori, ma i primi segnali non sono confortanti. Se quelli di ieri devono essere le prime alternative, è dura aspettarsi un futuro roseo. Gerson? Non so quanto possa far male o bene togliere dopo un tempo un giocatore del ’97; certi giocatori andrebbero gestiti un po’ meglio. Iturbe? Purtroppo è stato condizionato dal prezzo con cui è stato pagato”.

MARCO DELVECCHIO:Sono d’accordo con Spalletti sulla mancanza di personalità: la Roma si vede che è una squadra che ha gioco, che ha giocatori di talento, ma alla fine non riesce a portare a casa il risultato. La mancanza di personalità è sintomo di insicurezza o di presunzione, presunzione di collettivo non del singolo. L’eliminazione con il Porto non credo che incida ancora sulla squadra”.

LUCA VALDISERRI: “Vedendo il Sassuolo ieri, tra campo e panchina, c’erano cinque ragazzi scuola Roma:  Politano, Pellegrini, Antei, Mazzitelli e Ricci. Mettendoli al posto di Fazio, Gerson e Iturbe, hai risparmiato 45 milioni e ti puoi tenere i vari Benatia, Lamela, Digne, ecc, ecc. Il problema di Gerson, per me, è il ritardo nell’abitudine al calcio italiano. La squadra ieri si è vista che non stava bene di testa e di gambe, in questo momento, senza brillantezza, la coppia Dzeko-Totti deve giocare. L’Europa League? A fronte dei dati della Roma nelle ultime 10 partite in questa competizione, solo due vittorie, poi quattro sconfitte e pareggi. Perché dovrebbe vincere l’Europa League?”

MAX TONETTO:Il punto conquistato in trasferta su un’ipotetica tabella di marcia va anche bene, forse è l’unica nota positiva. Ancora una volta sono mancate la voglia e la fame che mettono in campo gli avversari. Mentalmente al momento la Roma è fragile, anche ieri si è fatta rimontare il vantaggio, Spalletti sta cercando in tutti i modi di dare uno scossone alla squadra, accusando anche i suoi calciatori. Ieri ci sono stati troppi calciatori che hanno giocato in modo scolastico: Paredes, Iturbe e Gerson, che ha fatto davvero fatica a trovare la posizione. Dzeko? La squadra oggi ha bisogno di un riferimento davanti, ieri, anche se non ha fatto benissimo, si è mosso e ha fatto girare la squadra. Senza un riferimento davanti la squadra fa fatica”.

ROBERTO INFASCELLI: “Molto male tutto. Questa squadra non fa risultati europei dall’ultima avventura di Spalletti. Le scelte del momento? Per me Gerson non è un intermedio e se non è messo nelle condizioni è un errore metterlo. Juan Jesus non è adeguato in questo momento. Male anche Alisson che conferma il perchè giochi Szczęsny”

GUIDO ZAPPAVIGNA: “La gara di ieri? Ero veramente avvilito, si può anche pareggiare ma io non ho visto nessuna voglia. Quello che è grave è che questa voglia non l’ho vista nelle cosiddette seconde linee. Su Gerson credo che sia un giocatore ancora alla ricerca di un’identità che Spalletti gli può dare. Ci vorrà tempo per farlo crescere. Juan Jesus? Ieri ha commesso un errore imbarazzante sul gol, al momento ha bisogno di stare un po’ ai box. Mi domando, perché non si torna al modulo dello scorso anno, invece di cambiare più moduli? Ieri credo siano stati fatti troppi cambi”.

PAOLO CENTO: “Da come è stata interpretata la partita, la Roma ieri ha dato una chiara indicazione rispetto alle priorità: l’obiettivo possibile di questa stagione è vincere il campionato. Iturbe? In questo momento per tante ragioni non è un giocatore che può offrire delle prestazioni per una squadra che gioca in Europa League. Ad ora non è il solo, vedi Jesus. Spalletti? Non può sempre lavare i panni in pubblico sulle cose che non vanno della squadra”

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