‘RADIO PENSIERI’, DOTTO: “Segnali di inadeguatezza da DiFra, i calciatori lo hanno mentalmente scaricato”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Giancarlo Dotto (Teleradiostereo 92.7): “In questo momento il tifoso della Roma è orfano di una società, di una squadra e di un allenatore. Ora c’è una situazione di uno sbandamento assoluto, e non saprei da dove si possa ripartire. E la cosa grave è che non lo sa nemmeno chi dovrebbe indicarci la via. Sicuramente questo è il momento più cupo della gestione americana, persino peggiore del passaggio Zeman-Andreazzoli. Di Francesco sta mostrando palesi segni di inadeguatezza. La cosa spaventosa è che l’allenatore non ha un atteggiamento, si muove nello stordimento dovuto al fatto che non sia chiaramente molto considerato in società. I giocatori l’hanno mentalmente scaricato. In questa società non c’è un punto di riferimento. Dov’è la società della Roma? All’interno del mondo romanista manca un leader di riferimento. La comunicazione del mercato è stata gestita in una maniera disastrosa: se prima temevano una cessione di Dzeko, ora c’è la paura che resti. Guardate come ha giocato le ultime gare. I cambi di Di Francesco confessano il disagio”.

Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio 104,5): “Se Inter e Roma continuano con questi risultati, il Milan potrebbe anche rientrare in corsa per il quarto posto. Le voci di mercato di gennaio non hanno fatto bene né agli interessati né agli altri. La Roma è una squadra insicura, che non ha certezze. Florenzi non può giocare lì, i gol arrivano quasi tutti dalla sua parte ma semplicemente perché quello non è il suo ruolo. La situazione sta diventando imbarazzante, temo che la Roma possa essere raggiunta anche dalle squadre che stanno dietro. Di Francesco lo vedo come una vittima, un po’ abbandonato a se stesso e incapace di modificare gli andamenti della società che vanno contro i suoi interessi”.

Gianluca Lengua (Radio Radio Pomeriggio 104,5): “A Londra Pallotta ha detto ai dirigenti di iniziare a vendere per rientrare del debito. A Trigoria è un tutti contro tutti: Di Francesco contro la società, i giocatori contro Di Francesco, Pallotta contro i tifosi, parte della società contro Pallotta. Si può gestire un club in questo modo? In che società succede che un tecnico è costretto ad andare in conferenza a dire ‘La situazione è questa, o l’accetti o te ne vai’? Oppure quando ha detto che i calciatori non hanno fatto i compiti in vacanza. Questi sono attacchi. Perché è arrivato a dire queste cose? Probabilmente ha raggiunto un limite. Tutto è iniziato da quando De Rossi ha dato uno schiaffo a Lapadula, da quel giorno qualcosa si è rotto dentro Trigoria. Secondo me i calciatori hanno rigettato tutto quello che gli ha detto Di Francesco”.

Tony Damascelli (Radio Radio Pomeriggio 104,5): “L’impressione che mi dà la Roma è quella di una squadra improvvisamente impaurita, che non ha più le certezze di prima, a partire dal centrocampo. Non ho capito perché Di Francesco ieri ha tolto Pellegrini. In società manca l’uomo autorevole e autoritario che ricomponga il gruppo”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Pomeriggio 104,5): “Di Francesco si ritrova a gestire una situazione molto complicata. Ora spero che ci sia una reazione, visto che le prossime gare sono alla portata. La Roma deve ritrovare i suoi protagonisti. Di Francesco? Nel calcio le cose cambiano in maniera repentina, la sua posizione si sta indebolendo. Ci dovrebbe essere la società, che dovrebbe intervenire in certe situazioni. Da 40 anni a questa parte non ho mai visto così tanto la Roma in difficoltà come successo nella prima mezz’ora della gara di ieri”.

Ivan Zazzaroni (Radio Radio Pomeriggio 104,5): “Florenzi sul dischetto? Secondo me c’era una scelta preventiva. La Roma ha il portiere più forte d’Italia in questo momento. La squadra di Di Francesco ha diversi problemi, ma il problema maggiore è uno: mancano i più forti, i valori reali della Roma. I cambi non mi sono piaciuti, ma rientrano nella tradizione di Di Francesco, un grandissimo consumatore di esterni. Se la Roma non vince a Verona, chiudi a chiave Trigoria. Le gambe di Nainggolan ieri non giravano, Strootman è un caso endemico, Dzeko sembrava distratto. Devono recuperare i valori, nei momenti di crisi è così. La Roma ha il potenziale per uscire da queste difficoltà”.

Furio Focolari (Radio Radio Pomeriggio 104,5): “La Roma non ha più certezze, anche la partita di Verona può essere complicata. Chiaramente Dzeko risente di tutta questa situazione, ha la consapevolezza del fatto che la Roma lo aveva abbandonato e ceduto. Di questo Monchi la Roma poteva farne tranquillamente a meno”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Pomeriggio 104,5): “Di Francesco non mi sembra più al centro delle questioni della Roma, è schiacciato tra la società e i calciatori. Lo vedo in grande difficoltà. L’ho criticato, ma ora mi viene da difenderlo: sembra un po’ in balia delle situazioni. Arrivare tra le prime 4 per la Roma è fondamentale, molto di più che per la Lazio”.

Andrea Pugliese (Teleradiostereo 92.7): “La Roma non gioca, la prima mezz’ora di ieri è lo spezzone di gara peggiore della stagione. Nel secondo tempo poi sono usciti i 3 giocatori migliori: Pellegrini, Under e El Shaarawy. Li ha tolti per mettere dentro Defrel che continua a deludere, Perotti che non stava bene, e Antonucci. Non capisco la ripetitività di questo cambio di modulo dal 4-3-3 al 4-2-4. Alisson in Europa è il portiere con il rendimento più alto di tutti. Dzeko? Andrei cauto nel dire che è tutto saltato, ci vogliono provare fino alla fine. Fino al 31 gennaio è un’operazione fattibile. A prescindere da tutto, è un giocatore che va ricostruito nella testa. Quest’ultimo mese ha lasciato ferite profonde nella testa del bosniaco, secondo me non vedremo più un Dzeko decisivo come successo lo scorso anno. Nelle prossime 3 partite la Roma non si può permettere di fare passi falsi”.

Angelo Di Livio (Teleradiostereo 92.7): “Dopo 3 partite fatte bene qui diventano i migliori giocatori del mondo. Calo mentale di cosa? Per la vittoria del derby e il passaggio del girone di Champions? Lì davanti la Roma è veramente messa male, non c’è nessuno che fa gol. Oggi nel calderone ci sono tutti, punto. L’unica certezza che ha la Roma oggi è Alisson”.

Antonio Felici (Centro Suono Sport – 101.5): “La partita di ieri è la sintesi del presunto progetto americano. I giocatori e tecnico hanno grandissime responsabilità, non si può fare quella prima mezz’ora. Di Francesco deve interrogarsi su che accidenti di sostituzioni ha fatto nel secondo tempo. La responsabilità principale è della società, che mette il cartellino al collo di tutti i giocatori della rosa in pieno mercato di gennaio. La situazione di Dzeko è paradossale: si sono incassati già tutti gli effetti negativi: si è creato scompiglio a livello psicologico nella squadra, i calciatori cominciano a interrogarsi, è così in ogni ambiente di lavoro. E adesso non lo vendi più? Non ha più i soldi per tappare il buco di bilancio e hai distrutto la squadra: è il crimine sportivo perfetto. Avrei sconsigliato a Totti il ruolo da dirigente in questa società”.

Francesco Balzani (Centro Suono Sport – 101.5): “È difficile anche per un grande allenatore gestire questa situazione, figuriamoci per uno inesperto. Dov’è che il club è cresciuto? Si vende una realtà che è fasulla. Il clima è di ostile, neanche più di rassegnazione. Il rinnovamento deve nascere dalle basi: io consiglierei a Di Francesco di dimettersi, almeno salverebbe la faccia. Domandiamoci se la Roma non arriva in Champions cosa succede a giugno, al momento quella più certa di andarci è la Lazio. Una cessione la devi chiudere, sono preoccupato dalle prossime 48 ore. Non so ora quanto sia produttiva la permanenza di Dzeko, questo mercato è stato fatto malissimo e gli effetti collaterali li abbiamo visti ieri e li vedremo ancora. Di Francesco è a rischio nelle prossime partite, fossi in lui farei io il passo. Se cade Di Francesco anche Totti può fare un passo indietro. Non escludo neanche che Monchi a giugno possa lasciare: lui, Di Francesco e Totti sono tutti in bilico. C’è molto silenzio sul discorso stadio, anche da quel punto di vista farei qualche domanda”.

Alessandro Austini (Teleradiostereo 92.7): “La crisi sembra irreversibile, siamo nel surreale, la situazione non sembra cambiare. Queste sparizioni nella Roma si ripetono da diverse stagioni: non possono essersi giocate nella stessa stagione Roma-Chelsea e Roma-Samp. Non può essere un discorso di giocatori né di modulo. I problemi sono soprattutto di natura mentale, ma il modo in cui noi impazziamo commentando è lo stesso dei giocatori o dei dirigenti? Di Francesco parla con una serenità che sembra ibernato, continua a parlare di numeri e tiri in porta, parla come se fosse in alto alla classifica. Ma si può dire che la Roma è la squadra che accusato di più le vacanze? Come si può dire che è stata danneggiata e invece le altre tutto a posto? Defrel non gioca una partita decente da quando è arrivato, può dire arriveremo prima della Lazio? Florenzi non dev’essere il rigorista, non può solo lavarsi la coscienza. Sono sicuro che la Roma sprofonda, non vedo segnali che mi fanno pensare ad una risalita. Di Francesco mi sembra una bravissima persona, gli errori sono in buona fede ma non basta. È una persona leale nello spogliatoio. Il fatto che Antonucci abbia giocato due partite la dice lunga sulla dimensione attuale della squadra. Gandini conta quanto il due di picche nelle questioni tecniche. Su Schick c’è da diventare pazzi, la Juve non ne sapeva niente: il problema era di natura cardiaca, che non è stato minimamente un problema. Fossi in Monchi non avrei dubbi, comincerei subito la rivoluzione: perché non dovrebbe vendere Dzeko ed Emerson? Per salvare cosa? Ora risolveresti con sei mesi d’anticipo il fair play finanziario, altrimenti dovresti vendere a giugno chi ti chiedono e non chi vuoi tu. Dzeko sta facendo di tutto per non farsi rimpiangere”.

Federico Nisii (Teleradiostereo 92.7): “Mi sto ammalando a forza di vedere questa Roma. Presumevo che la scintilla positiva fosse arrivata al 92’ a Genova, credevo avrebbe liberato le energie. Di Francesco dovrebbe spiegare il modo inaccettabile col quale la Roma si è presentata in campo. Loro sono degli stalker che mi rimandano nella disperazione ogni settimana, perdo le energie nel vedere sempre le stesse scene, mi sento stalkerato. Questa stagione temo sia andata a rotoli anche se spero di sbagliarmi. Se questa è la considerazione che la società ha del tecnico allora forse è il caso di pensare ad un altro allenatore. C’è un disfacimento delle capacità di giudizio che sono assurde, ma perché è entrato Antonucci? In un contesto normale deve rivedere il campo tra sei mesi. Resterà il simulacro di Dzeko, l’espressione era di un passante messo lì per caso, rimarrà solo il suo ologramma in campo”.

Ubaldo Righetti (Teleradiostereo 92.7): “La Roma quando entra in un tunnel ci sta tanto: ora è proprio tornata indietro, non è possibile una cosa del genere. La società e l’allenatore devono partire da qualcosa, va scatenato qualcosa. Il tempo non risolve le cose senza che tu agisca. Non si può continuare così, non è questa partita”.

Gabriele Ziantoni (Teleradiostereo 92.7): “In una barca ci si affida al proprio comandante, ma se il tecnico va in conferenza stampa e dice ‘a Genova ho vinto’ e invece ha pareggiato; ‘non so perché non si segni con tanti attaccanti’, come se fosse un’equazione perfetta. È in confusione totale”.

Franco Melli (Radio Radio Mattino – 104,5): “La VAR non serve a niente, o cambiamo gli uomini al VAR oppure la togliamo. S’andassero ad ammazzare se non hanno le immagini, a Milano è stata una comica. Anche i fratelli napoletani stanno rubacchiando qua e là. Dzeko come sta con la testa? Le responsabilità maggiori sono della società, che ha sbagliato tutto quanto poteva e anche di più. È una squadra sensibilmente indebolita da Monchi, non so come faccia a rimanere qui. Leggo striscioni da tutte le parti, la gente non ne può più e comincia a tirare le somme dei sette anni”.

Furio Focolari (Radio Radio Mattino – 104,5): “La Roma è preoccupante, non ho mai visto una squadra importante essere umiliata in casa come è successo nella prima mezz’ora. Hanno battuto 11 calci d’angolo in mezz’ora la Samp, poi nel secondo tempo le cose sono cambiate e la Roma non meritava di perdere. I primi 30’ però imbarazzanti. Lo sfascio della Roma è lo sfascio di Pallotta, il summit di Londra è stato un disastro, a catena è arrivato fino alla squadra”.

Roberto Renga (Radio Radio Mattino – 104,5): “Ero convinto che la Roma avrebbe vinto largamente, rifacendomi al finale di Genova. La Sampdoria poteva fare 7 gol, poteva fare 3 o 4 gol nella prima mezz’ora. Alisson ormai cammina sulle acque. Di Francesco ha fatto uscire i due migliori, Pellegrini ed El Shaarawy. Il rigore? L’ultimo a cui avrei pensato è Florenzi, sbagliò un rigore decisivo in un torneo Primavera con la Lazio: l’avrei fatto tirare anche ad Alisson. Non l’avrei fatto tirare né a Dzeko né a Perotti, che hanno sbagliato gli ultimi. Pallotta vieni qui, io spero tu sia già sull’aereo destinazione Fiumicino. La testa dove ce l’avevano i giocatori? Sembrava avessero deciso di perdere. Monchi che ci racconta? Che mercato ha fatto? Eusebio, perché quei cambi?”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Ieri nella Roma ho visto giocatori assenti. Nainggolan e Dzeko impalpabili. Ora vedremo come finirà il mercato. Zaza? Non mi convince. Vedo il futuro della Roma nebuloso, avendo sempre la scure delle cessioni importanti sulla testa. Vedo anche Di Francesco comincia a dare segnali di solitudine totale, da solo a gestire 25 persone che ognuno va per la sua strada e pensa al suo orticello. Così diventa difficile andare avanti. Mezz’ora come quella del primo tempo non la ricordavo”.

Mario Mattioli (Radio Radio Mattino – 104,5): “La Roma si lamentasse con il suo presidente, se esiste. Perché tutto viene da lì”.

Claudio Moroni (Centro Suono Sport – 101,5): “Se questa Roma arriverà quinta o sesta sarà un fallimento. La colpa è di Pallotta che ha scelto Monchi e Di Francesco, di Monchi per un mercato sbagliato e di Di Francesco per i cambi di giocatori e di modulo. Non ci sono scusanti, contro la Sampdoria si poteva e bisognava vincere. Ci sono big sotto tono: perché? Non sono stimolati dalla dirigenza o rigettano gli schemi del tecnico?”.

Salvatore D’Arminio (Centro Suono Sport – 101,5): “Di Francesco sta dimostrando incapacità di gestire questo gruppo e di fare alcune scelte nei cambi. Forse per inesperienza, perché secondo me le capacità le ha”.

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  1. fernandomattiacc_339 - 3 anni fa

    Hanno sempre detto che Roma è una città difficile…. quindi serve un allenatore con le palle che abbia carattere.

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  2. fernandomattiacc_339 - 3 anni fa

    Non mi è mai piaciuto, Allenatore per squadre che puntano alla salvezza, l’inizio del campionato è stato tutto in discesa perché la squadra era ancora di Spalletti, nel tempo ha cominciato a cambiare qualcosa e tutto si è sfasciato, questa è la Roma

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