‘RADIO PENSIERI’, NISII: “Che intenzioni ha il silenziosissimo Pallotta?”

‘RADIO PENSIERI’, NISII: “Che intenzioni ha il silenziosissimo Pallotta?”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Piero Torri (Teleradiostereo – 92,7): “Con Zaniolo io pensavo che avesse giocato con i quattro a centrocampo, e con le due punte. Se aspetti il Real Madrid loro ti fanno la testa come un dindarolo. Al pareggio del CSKA ho esultato. Nella Roma c’è uno spogliatoio completamente ribaltato, sono arrivati in 12 e se ne sono andati in sei di cui 3 di un certo livello. Dal punto di vista societario la Roma ha fatto dei passi enormi. Io credo che nel mercato c’è stata l’intenzione di migliorare e strutturare di più la rosa. Non vorrei che si siano concentrati tutti gli errori che in passato non sono stati commessi. Faccio fatica a capire quanto hanno fatto. Con Strootman è partita anche l’anima di questa squadra. Errore clamoroso. Sarebbe meglio prenderne atto per poi porre rimedio nel mercato di gennaio. Vorrei che ci fosse, da parte dei tifosi, un po’ più spirito costruttivo. Il concetto delle dimissioni è esasperato”.

Federico Nisii (Teleradiostereo – 92,7): “Non sopporto più di vedere buttare alle ortiche calci d’angolo o punizioni. Spesso la palla non arriva sul primo palo nemmeno a mezza altezza. Mi chiedo: cos’è oggi la Roma? Che intenzioni ha, in attesa che si sblocchi lo stadio, il silenziosissimo Pallotta? Raramente si è vista una partenza così zoppicante, vedo un andare avanti per inerzia come se Pallotta avesse altro a cui pensare sul futuro della squadra. Manca sempre il passo fondamentale per andare a dama. Quest’anno la Roma rischia forte di non entrare tra le prime quattro in campionato”.

Andrea Pugliese (Teleradiostereo – 92,7): “La semifinale dell’anno scorso doveva essere un punto di partenza per stabilizzarsi a livello europeo. Un’amarezza di ieri è vedere giocatori come Schick entrare svogliati, quando in realtà dovresti mangiare l’erba per tanti motivi: lo stadio dove giochi e l’amore di te stesso. La motivazione deve esserci sempre e dovunque. Nemmeno il peggiore attaccante poteva fare un tiro come quello che ha fatto, si vede che è andato senza convinzione. Anche Kolarov non è più quello di prima. A Trigoria nessuno è contento di questo inizio di stagione, soprattutto dal punto di vista del gioco. C’è qualcosa che non va nelle modalità e nella testa. Un problema a livello psicologico. Vorrei capire se c’è qualcosa tra il gruppo e Di Francesco. Il centrocampo di ieri è inquietante. Nzonzi da mezzala non ci può giocare. Il problema della Roma è di testa e di concentrazione”.

Gianluca Piacentini (Teleradiostereo – 92,7): “Il risultato non meraviglia nessuno, ma è il modo con il quale è arrivato. A tratti sembrava un allenamento da parte del Real Madrid. Ci sono stati giocatori imbarazzanti dal punto di vista dell’impegno. La differenza tecnica è netta, ma i tifosi volevano vedere almeno la tigna. Se i giocatori non lo capiscono allora è un problema anche di comunicazione da parte di chi glielo deve far capire. Per fortuna che il CSKA ha pareggiato all’ultimo. Io temo che Di Francesco non sia convinto di cambiare e si lascia influenzare dai consigli che arrivano da fuori. Lui deve credere in pieno in quello che fa”.

Max Leggeri (Centro Suono Sport – 101,5): “In questo momento la situazione della Roma può solo precipitare, perché non ho certezza che si sia toccato ancora il fondo. “Ma tanto era il Real Madrid…” siamo all’inizio del processo di ‘Romettizzazione’. Ieri sera i calciatori hanno perso la faccia, la dignità, il Real c’ha preso a pallonate, una vergogna assoluta. Una Roma misera, che si è letteralmente consegnata all’avversario. Bravi, complimenti a tutti: dirigenti e allenatore hanno sfasciato una squadra semifinalista di Champions. Una squadra impoverita dal punto di vista tecnico, temperamentale, uno spogliatoio distrutto. Non c’è nessuno da salvare, compreso il tecnico che prima degli altri ha tradito il pubblico romanista, accettando ogni tipo di operazione di mercato. Monchi? Dice che bisogna fare i fatti, è il primo che rilascia 150 mila interviste al giorno. Ha castrato la squadra, strappandole l’anima. Se compri Marcano, Bianda, Santon etc. per sostituire Kolarov e Fazio, sei un incapace. E’ inutile dire “sono io il responsabile”, così è troppo facile. Se ne vada il prima possibile”

Checco Oddo Casano (Centro Suono Sport – 101,5): “E’ vergognoso e irrispettoso il modo con cui la Roma ha affrontato una sfida di Champions al cospetto della squadra più forte al mondo: zero agonismo, zero determinazione, zero grinta, zero rabbia, sembrava un’amichevole e il Real ha giocato al 30-40% delle sue possibilità perchè ha capito che di fronte aveva un avversario misero. Solo 4 falli commessi, segno evidente non che non riuscissero a prenderli, ma che non avessero proprio voglia di farlo. Tutti si sono limitati al compitino, tranne De Rossi che a 35 anni ha messo il cuore in campo, quello che gli altri dimostrano evidentemente di non avere. Dalla mimica e la postura del corpo di molti calciatori, la sensazione è di una squadra sfiduciata, che non crede più nel suo allenatore, come avvenne nel secondo anno di Ranieri o di Garcia. Il più grande errore di questa dirigenza è quello di aver concesso nuovamente alibi ai calciatori. La Roma dello scorso anno non esiste più, basta parlare di semifinali”.

Giuseppe Giannini (Centro Suono Sport – 101,5): “Comprendo e capisco benissimo l’arrabbiatura dei tifosi. La scelta di Zaniolo è il sintomo evidente che dentro la Roma in questo momento non funzioni nulla: ieri il mister ha mandato un messaggio, facendosi un autogol clamoroso e dimostrando di essere in totale confusione. Una squadra piatta, senza mordente, che ha sempre corricchiato all’indietro, senza mai una corsa in avanti. Vedo giocatori involuti tecnicamente, gente che fatica a fare uno stop. La colpa è anche nostra: si continua a gridare al campione dopo un paio di giocate, ragazzini che al massimo saranno giocatori di buona categoria. Monchi? Dire che la Roma dello scorso anno avrebbe perso lo stesso sa di provocatorio…”

Guido D’Ubaldo (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “La Roma è stata in campo solo un tempo e quel gol all’ultimo minuto ha rotto un equilibrio già precario. A me, però, la lettura della partita di Di Francesco fosse stata corretta all’inizio. Un focus vorrei farlo sull’attacco. Non segna più. Dzeko è nervoso e non riesce a liberarsi al tiro. Schick ha dimostrato di non essere pronto per giocare a certi livelli.”

Xavier Jacobelli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “La forza del Real è indiscutibile, ma mi aspettavo una prova ben diversa e se non ci fosse stato Olsen avremmo visto un passivo ancor più pesante”. 

Alessandro Vocalelli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Roma bocciata su tutti i fronti. La Roma è sembrata di due livelli inferiori rispetto al Real. Faceva quasi tenerezza. La squadra di Lopetegui si è anche fermata ed è mortificata. Ieri non sembrava una partita di calcio ma la Roma ha fatto la figura dello sparring partner. Voto 4 ai giallorossi”.

Tony Damascelli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Voto tre alla Roma come i gol che ha preso. Poi le responsabilità vanno divise, ma grosse colpe vanno a chi la gestisce. Schick? Dovrebbe andare in prestito a giocare e a mangiare pane nero. Non può vivere solo di talento e promesse. La Juventus ha fatto questo ragionamento con Pjaca”.

Francesco Balzani (Centro Suono Sport – 101,5): “Mi aspettavo che Di Francesco alzasse la voce durante il mercato, non dopo. L’anima una Roma non ce l’ha, è brutta senz’anima. Ed è anche colpa sua perché non le ha dato la rabbia che serviva. Dzeko e Kolarov sono spenti, si sono rotti le scatole. Schick, a 22 anni al Bernabeu puoi entrare in campo così? Aveva ragione Giampaolo che diceva non fosse pronto per una squadra come la Roma. Il Bologna è in difficoltà, davanti ha Santander-Falcinelli-Destro che non ne fanno uno buono, ma è una squadra aggressiva. Se si va col piglio delle ultime tre partite, non sono sicuro che i punti te li porti da casa. Pellegrini per il momento è inguardabile secondo me, la squadra non è stata costruita bene. Si dovevano prendere le necessità e non le occasioni, non si campa con le occasioni”.

Antonio Felici (Centro Suono Sport – 101,5): “Monchi l’ha detto chiaramente che ha preso Di Francesco perché sa lavorare con i giovani. Adesso basta con Schick: per tanto tempo ho sentito dire che bisognava dargli occasioni. Dzeko è evidentemente arrabbiato con tutto e tutti, eppure Di Francesco continua a preferirlo al ceco. Schick ha avuto le sue opportunità, non struscia un pallone. Il Bologna è scarso ma anche una settimana fa dicevamo che il Chievo fosse la più scarsa della Serie A. Monchi si comporta come se fosse la stella mondiale, con la clausola rescissoria…”.

Alessandro Austini (Teleradiostereo 92,7): “La Roma è caduta molto in basso e non riesce ad attaccarsi a nulla. È complicato capire i confini tra le qualità del Real Madrid e una Roma rassegnata al suo destino. Di Francesco continua a fidarsi dei senatori e lo capisco: puoi andare a Madrid con Luca Pellegrini? Il Real è una squadra che ti dà lezioni da ogni punto di vista, giudicare la Roma di fronte a questi fenomeni è ingeneroso. Vogliamo credere o no a Monchi? Perché se non ci crediamo, è inutile starlo a sentire. Per me c’è un blocco mentale e una difficoltà a trovare la squadra giusta. Ieri Dzeko fa una partita da minimo sindacale: l’avete mai visto andare a contendere un pallone? E mi sembra che Kolarov abbia un po’ mollato”.

Franco Melli (Radio Radio Mattino – 104,5): “La partita di ieri è il fallimento di due anni di campagna acquisti. Il diamante della scorsa stagione doveva essere Schick e l’abbiamo visto, quelli di quest’anno per i quali è stato giusto vendere Strootman erano Pellegrini e Cristante… Ieri si è salvato solo De Rossi, ma rintuzzava, non è che ci si può aspettare più di tanto”.

Furio Focolari (Radio Radio Mattino – 104,5): “Dalla Roma uno spettacolo deprimente. Olsen eravamo convinti fosse un portiere saponetta e invece ha tenuto in piedi la baracca. Il Real non ha mai deciso di giocare una partita vera. Non mi parlate più di Schick, non deve più giocare: quello che ha fatto ieri è vergognoso, non può giocare con quell’atteggiamento. Dzeko deve pensare a giocare, si arrabbia solo con i compagni. Ci sono atteggiamenti sbagliati: salviamo Zaniolo che ha toccato tre palloni perché almeno ha fatto vedere l’atteggiamento giusto”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Mattino – 104,5): “Ma Schick che cosa è andato a fare a Madrid? Solo per farci arrabbiare? E poi vedo Dzeko sull’orlo di una crisi di nervi. Secondo me prima o poi prendo a schiaffi qualcuno là dentro. Qualificazione non a rischio perché se la Roma non passa questo girone allora vuol dire che quest’anno arriva nona. È stata una Roma da vergognarsi. Parte tutto dalla società, c’è incapacità di gestire una cosa più grande di loro. Il calcio ha delle sue logiche, trasportare un certo modello di business a Roma non può funzionare. Hanno perso una delle caratteristiche fondamentali cioè la passione tra la squadra e la gente. Perché l’allenatore ora deve mandare segnali ai giocatori? Presidente Pallotta, dove sei? Fatti sentire!”

Roberto Renga (Radio Radio Mattino – 104,5): “Mi è piaciuto Olsen, così come De Rossi anche se ha commesso l’errore nel primo gol. Salvo anche Under e Zaniolo, che aveva voglia di fare ma non aveva un compito preciso. È stata una Roma arrendevole, forse anche una squadra più scarsa ci avrebbe provato”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Commentare la Roma oggi è come sparare sulla Croce rossa. Squadra senza certezze e punti di riferimento. Ne prendiamo atto e speriamo che Di Francesco riesca a risolvere i problemi. Non ce n’è stato uno a tenere il confronto a quelli del Real, nemmeno De Rossi. Gli allenatori contano, ma sono i grandi giocatori che fanno la differenza. Mi aspettavo che dalla Roma arrivasse qualcosa di positivo per guardare al futuro, invece non c’è ancora identità”.

Alvaro Moretti (Radio Radio Mattino – 104,5): “L’unica cosa certa adesso nella Roma è la confusione. Spero che sia un caos creativo ma temo non lo sia. La condizione atletica è carente e il centrocampo è imbarazzante. Il settore del campo che l’anno scorso era l’arma in più quest’anno è completamente da rivedere. Una cosa è se Nzonzi ce l’hai come alternativa a De Rossi, l’altra e se deve giocare titolare. Tutto questo mentre hai fuori il fiore all’occhiello della campagna acquisti che si chiama Pastore”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “Il modo di rientrare in campo di Schick è un po’ sintomatico della differenza tecnica delle due squadre. È una questione di mentalità, sul 2-0 avevano fame di fare il terzo o quarto. Le italiane si sarebbero chiuse”.

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