‘RADIO PENSIERI’, AGRESTI: “Zaniolo e Pellegrini non verranno ceduti con Friedkin”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma
Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.
Piero Torri (Teleradiostereo – 92,7): “L’ambiente, dopo la partita contro il Siviglia, mi sembra un po’ contro Fonseca. C’è stato un inciampo dialettico notevole dopo quella partita, inaccettabile per i tifosi. Pedro è una garanzia di qualità. Friedkin avrà bisogno di tempo, anche se mi rendo conto che sarà difficile accettare per i tifosi. Ma, sostanzialmente, si riparte da zero. Per il direttore sportivo non c’è più tempo per decidere, spero che ci sia già qualcuno che abbia lavorato nell’ombra. Il mercato si fa adesso”.
Stefano Agresti (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Mi aspetto che Friedkin passi un’estate in cui dovrà capire cosa fare. Non credo che cederà né Zaniolo né Pellegrini. Sarebbero state cessioni possibili con Pallotta”.
Alessandro Vocalelli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Direi a Friedkin di venire e stare un po’ a Roma, per capire come le cose funzionano, piuttosto di fargliele raccontare: deve vedere le cose direttamente di persona e ricostruire il rapporto con la gente. Il curriculum di Pedro è ottimo, con Dzeko può fare grandi cose. La sua esperienza, insieme a quella di Mkhitaryan, poi comincia ad essere tanta. Bisogna fare in fretta. A settembre deve essere pronta una Roma competitiva. Con due-tre nomi giusti, oltre al ritorno di Smalling, la Roma può fare veramente bene”. 
Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Il primo pensiero per Dan Friedkin è quello di ricordargli che la Roma è una passione. Questa squadra non è mai stata famosa per le innumerevoli vittorie, ma per il rapporto speciale con la sua tifoseria. Non è difficile subentrare a Pallotta e fare meglio, basterà ricostituire i rapporti e vincere anche una coppetta nel prossimo anno”. 
Alessandro Austini (Teleradiostereo – 92,7): “La Roma è la quinta squadra della Serie A, viene dopo Juve, Milan, Inter e Napoli. Pallotta è riuscito a portarla stabilmente al vertice, anche se non ha vinto. Dopo nove anni però questo non basta, è il momento di cambiare”. 
Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Mattino – 104,5): “Friedkin deve dare qualche segnale forte, che non può essere solo la conferma di Zaniolo e Pellegrini”.
Furio Focolari (Radio Radio Mattino – 104,5): “Friedkin non ha la bacchetta magica. A dire “vincerò” sono bravi tutti. Sicuramente molte situazioni miglioreranno, ma ha bisogno di tempo. Per arrivare in alto la Roma deve cambiare molto”. 
Roberto Renga (Radio Radio Mattino – 104,5): “A Friedkin non si può chiedere la luna. Lui ha già azzerato i debiti, non gli si possono chiedere subito i grandi acquisti. Sicuramente si può progettare la ricostruzione. Tenere Zaniolo è già un grande segnale. Ovviamente ci sono tante cose da fare sulla rosa. Un anno di transizione gli si concede. Si riparte sulle macerie”.
Franco Melli (Radio Radio Mattino – 104,5): “Cinque anni per avere una squadra da scudetto sono tanti e si aggiungono agli altri novi già passati. La Champions deve essere l’obiettivo minimo”.
Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “A Firenze Commisso sta perdendo la pazienza perché forse ha capito di aver intrapreso una esperienza complicata. Staremo a vedere con Friedkin a Roma. A me interessa poco lo stadio o gli anni di programmazione, qui serve una squadra competitiva e acquistare subito giocatori importanti per vincere il campionato” .
Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “Un progetto quinquennale nel calcio mi sembra eccessivo. Forse per mettere a posto i conti, ma non a livello tecnico. Questa Roma non va rifondata, bastano due o tre ritocchi importanti ed ecco che sei competitivo per tornare in Champions. la cosa più importante è che non si continui a vendere i più bravi, altrimenti il cambio di proprietà non sarà servito a niente”.
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