‘RADIO PENSIERI’, FELICI: “Il progetto di Pallotta può considerarsi morto e sepolto”

‘RADIO PENSIERI’, FELICI: “Il progetto di Pallotta può considerarsi morto e sepolto”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Franco Vocalelli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “La gente ha capito che il bene primario di questa società è quello di fare lo stadio e non quello di fare la grande squadra“.

Alessandro Vocalelli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “De Rossi è stato giudicato non idoneo sulla base di un discorso relativo al rendimento. Perché allora non si giudica allo stesso modo l’operato della dirigenza? Non mi spiego questo“.

Gianluca Lengua (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Ranieri sta provando a isolare la squadra cercando la concentrazione in vista di questa trasferta importante per la Roma. Mi aspetto nelle prossime ore qualche parola di De Rossi, quantomeno per calmare un ambiente e una piazza in fermento. Dall’altra parte c’è un Pallotta sereno e tranquillo riguardo le sue decisioni e le contestazioni non lo spaventano minimamente. L’idea è quella di creare una Roma operaia e lavoratrice, una mossa questa per ridimensionare la rosa con l’eventuale assenza della Champions“.

Roberto Renga (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Chiamando la Roma ‘azienda’ hai ucciso la passione. Non ho sentito modo peggiore per chiamare una squadra di calcio”.

Antonio Felici (Centro Suono Sport – 101,5): “Ormai il progetto di Pallotta può considerarsi morto e sepolto. Incredibile pensare che siamo passati dal dare fastidio e battagliare con le grandi squadre a essere considerata un’Atalanta di seconda mano. Se con l’addio di De Rossi dovesse arrivare anche l’abbandono di Totti, non ci sarebbe più nessun legame tra società e città“.

Guido D’Ubaldo (Radio Radio Mattino – 104,5): “La contestazione di ieri è stata dura ma civile. Oltre al fatto dell’addio a De Rossi, i tifosi hanno detto anche ‘no’ allo stadio con uno striscione e con cori contro la dirigenza. Lotito ha vinto più della Roma americana, e lavora con la metà delle persone che collaborano con Pallotta. Fienga è un mero esecutore, chi decide non sta a Roma. Totti che non segue la squadra a Reggio Emilia la dice lunga sulla situazione di quest’ultimo periodo. Per la panchina Gasperini è in pole, ma c’è una riapertura a Sarri che potrebbe lasciare il Chelsea”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “La situazione della Roma è in divenire, la vicenda De Rossi non so se è stata strategica ma sicuramente rischiosa. Le società sono libere di fare scelte, ma bisognava usare un modo diverso. Magari se allo stesso tempo presentavi Tonali, forse sarebbe stato diverso. Ora bisogna vedere la prima mossa che faranno Pallotta e Baldini con l’allenatore. Ho capito che in questi giorni non c’è più la certezza che Gasperini resterà a Bergamo”.

Nando Orsi  (Radio Radio Mattino – 104,5): “Il problema degli americani è che non hanno capito che la Roma è un club di sentimento e senso di appartenenza, e loro lo hanno calpestato. la contestazione è solo la punta dell’isberg. In questi otto anni giustamente i tifosi sono scontenti. Come allenatore dico che arriverà Gasperini, ma non so se è l’uomo giusto al posto giusto. Troverà un ambiente un po’ incrinato”.

Sandro Sabatini (Radio Radio Mattino – 104,5): “Il problema della Roma con la P maiuscola è la distanza di Pallotta e Baldini. Su De Rossi io continuo a dire che l’errore è tecnico, perché lui 10 o 20 partite a buon livello te le garantisce ancora. Lui è ancora utile alla squadra, si poteva fare un contratto in base a quello che poteva garantire in campo. Nell’audio si sente un De Rossi ferito che poi ha deciso in cinque minuti quando invece ci volevano cinque ore. le opinioni di Ranieri sono rispettabili, ma mi è sembrato in certi passaggi una critica sottolineata dal fatto che non è stato preso in considerazione per essere l’allenatore del prossimo anno”.

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