‘RADIO PENSIERI’, DOTTO: “Va bene Sarri, ma non si porti dietro Higuain”

‘RADIO PENSIERI’, DOTTO: “Va bene Sarri, ma non si porti dietro Higuain”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Giancarlo Dotto (Teleradiostereo – 92,7): “Se mi chiedeste cosa vorrei regalare alla Roma, direi sempre la “comunità di Anfield”. Quando i giocatori entrano in quello stadio e indossano quella maglia danno il 100%, sempre. Sarri? Buon allenatore basta che non continui a portarsi i suoi giocatori dietro come Jorginho e Higuain. L’argentino è agli sgoccioli della sua carriera. Gasperini? Mi piace molto come profilo ma è uno che avrebbe bisogno di molta carta bianca, più di quanta non ne richiederebbe Sarri. De Rossi? Non so cosa ci sia nella testa di Daniele, ma questo silenzio sul suo contratto mi lascia pensare. Mi piacerebbe vederlo centrale nel progetto Roma”.

Max Leggeri (Centro Suono Sport 101.5): “Pallotta godrebbe nel vedere fallite delle realtà radiofoniche locali, calpestando il lavoro di centinaia di persone, e non è la prima volta che si esprime in maniera sferzante su una parte della comunicazione capitolina. Cui prodest? Ancora con la barzelletta che l’ambiente romano o le radio incidono sui risultati di questa squadra? Nella testa di Pallotta albergano delle stupidaggini sesquipedali, imboccate da qualche suo accolito. Il problema vero è questo non ciò che spesso asserisce in maniera maldestra. Ieri Conte ha decretato una sentenza inappellabile su questa gestione americana, così come il Liverpool che per vincere la Champions ha comprato il portiere più forte del mondo, che 12 mesi vestiva la nostra maglia, dopo Salah, che 24 mesi fa giocava e segnava per la Roma. Conte ieri ha sputtanato Pallotta, ma ‘Mr president’ pensa alle radio romane, è tutto veramente assurdo”.

Checco Oddo Casano (Centro Suono Sport 101.5): “Nelle ore in cui uno dei migliori allenatori europei dice no al progetto giallorosso, il presidente della Roma giustamente da Boston invece di venire qui e occuparsi della squadra di calcio, delle sue enormi problematiche, complicazioni, equivoci, lancia strali nei confronti della realtà radiofonica locale, argomento evidentemente più importante nella sua testa rispetto al bene del club. Già questo dovrebbe far riflettere, chi ancora oggi, racconta l’inverosimile, descrive una realtà parallela, dimenticando che lo stesso Conte ieri, se ha salvaguardato un aspetto di questa piazza è proprio il suo ambiente, puntando il dito semmai contro la società e i suoi programmi. Il no di Conte sarebbe stato comprensibile dopo uno o due anni di gestione, ma dopo 8 stagioni, visti gli enormi passi indietro fatti negli ultimi mesi sul piano strutturale, sportivo e tecnico, la sconfitta non è indolore, ma di una portata senza precedenti. Ma tanto ormai nel mondo Roma è tutto maledettamente normale, è tutto giustificabile e quindi si prosegua così verso l’anonimato…”.

Stefano Boldrini (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “La priorità di Maurizio Sarri è quella di restare al Chelsea. Si è innamorato del calcio inglese e ha vissuto con grandissima partecipazione questa avventura in Premier. Quando entri nel circuito del calcio inglese, fai anche un salto di livello nello stipendio. Bisogna comunque capire quali sono le intenzioni del Chelsea. Credo che nel calcio di Roma ci sia molto provincialismo, quando sento dire che Gasperini e Giampaolo non sono da Roma mi viene un po’ da ridere. Bisognerebbe essere un po’ più umili e realisti, prendendo coscienza dei propri limiti. Si fatica ad accettare la dimensione della squadra”.

Furio Focolari (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Io al posto di Sarri penserei alla Roma, lui qui potrebbe fare bene. Non sarebbe una seconda scelta nella Capitale. Le parole di Pallotta sulle radio romane sono una vergogna”.

Gianluca Lengua (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “L’errore della Roma è stato quello di far conoscere ai tifosi la risposta di Conte tramite un’intervista. Le dichiarazioni di Sarri, al momento, sono parole di rito. È sicuramente sul podio degli allenatori scelti a Trigoria, bisognerà vedere se poi lui sceglierà la Roma. È il tecnico preferito da Baldini, ma per prenderlo la Roma dovrà impegnarsi tantissimo. Altrimenti c’è Gasperini, che qui può ricostruire qualcosa dalle ceneri di questa stagione. Per Sarri venire alla Roma sarebbe un passo indietro, cosa che invece non sarebbe per Gasperini. Lui, Giampaolo… questi sono allenatori da Roma, non Conte o Mourinho. È vero che ci sono una serie di squilibri, però partono in primis dalla società, non dai tifosi”.

Tony Damascelli (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Conte ha sbagliato totalmente l’intervista mancando di rispetto alla Roma”.

Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Sarri alla Roma? Se non è impossibile, mi sembra molto difficile. Ora la Roma si deve dare delle scadenze per riprogrammare con il nuovo allenatore, inutile andare a caccia di utopie e di sogni”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Abbiamo scoperto oggi una cosa importantissima, che la sola Roma TV ha più abbonati di tutti i canali Sky. Questa è abbastanza grossa… A dimostrazione che loro dicono tutte cose vere ai propri ascoltatori. Comunque i dipendenti di queste radio che sono in bancarotta devono stare tranquilli, tanto con 6 milioni di abbonati Pallotta può assumere chiunque. Noi ci stavamo 40 anni fa, molto di prima di Pallotta. Radio Radio quando parlava della Roma, parlava del presidente Viola, che credo lui nemmeno sappia chi sia. Oggi l’economia che io racconto con i nostri sponsor è l’economia reale delle aziende che producono, quella che rappresenta il signor Pallotta invece è l’economia finanziaria, quella che con un click può mandare in rovina delle imprese. Io sono per la chiusura di quest’ultima, che, se va fallita, ci rimettono 2-3 persone. Se invece vanno fallite le aziende o le radio come la nostra, quelle vere, purtroppo ci sono famiglie che vanno in mezzo alla strada. Per me dovrebbero aprire molte più radio che parlano della Roma, perché è la libertà. Pallotta deve sapere che questo fenomeno del calcio, se si è ingigantito così tanto, è anche per chi lo ha raccontato in questi anni. Adesso è gente come Pallotta che sta allontanando le persone dal mondo del calcio, sono gli speculatori.Ma la gente non deve abbandonare, deve resistere, perché un giorno passerà pure Pallotta per il calcio italiano. Io è da tempo che mi sto ribellando al sistema del calcio che è veramente un sistema assurdo e per certi versi truffaldino, di giri economici incredibili, di nature economiche che non si sa da dove vengono. Perché i soldi non si costruiscono così. Loro sono abituati – gli speculatori finanziari – a rendere virtuali i soldi. Purtroppo dei vostri “botti” per come avete imposto le leggi al mondo ne risentiremo pure noi che non c’entriamo niente coi vostri giri loschi. Noi purtroppo siamo abituati a lavorare per guadagnare soldi. I nostri registi, la segreteria, gli operatori… Noi non possiamo fare che mille euro diventano diecimila. Presidente Pallotta, le voglio far una domanda personale. Perché da un anno il suo aereo non atterra negli aeroporti della Capitale? Noi lo vorremmo sapere prima di fallire come lei augura… ma questo non succederà. Lei dovrebbe spiegare agli italiani e ai tifosi della Roma come mai si tiene alla larga dalla Capitale. Come mai si tiene costantemente lontano dalle vicende della squadra di cui è proprietario. Noi della Roma ne parliamo a 360 gradi, bene quando c’è da parlare bene, criticando quando c’è da criticare. Perché il nostro è un mezzo libero, e noi vorremmo invitare anche lei a parlare. Come mai la stampa italiana non chiede conto di tutto questo? Come mai lei fa le riunioni in Inghilterra e non in Italia? C’è qualche impedimento? Da quello che abbiamo capito a lei della Roma interessa il giusto, cioè quasi niente. Le interessa augurare la morte economica ad aziende piccole ma che non speculano…”.

Roberto Renga (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Gasperini alla Roma? Lui a Bergamo ha trovato il suo ambiente ideale, riuscirebbe a ripetersi in una piazza di questo tipo? Poi c’è un’altra domanda: uno che conquista la Champions, la lascia?”.

Alessandro Vocalelli (Centro Suono Sport 101.5): “Sarri? La Roma è forte su di lui e, da quello che so, da quello che ho percepito, Sarri non è del tutto insensibile a queste avances. È vero che lui quest’anno sta facendo bene e ha raggiunto degli ottimi risultati con il Chelsea, ma non sempre il futuro di un allenatore è legato ai risultati sportivi o ai trofei. Penso che Sarri sia un ottimo/eccellente allenatore, che ti fa giocare bene le squadre e non mette troppi paletti sul mercato e in generale sulla gestione del gruppo. Paradossalmente tra Conte e Sarri, la dirigenza avrebbe sempre preferito il secondo. Dico una cosa su Conte: mi ha stupito la motivazione del suo no. Ha detto, in maniera fredda, bello tutto ma non ci sono le condizioni. Una cosa del genere detta da Conte dovrebbe far riflettere tutti. Purtroppo per anni la Roma è stata portata avanti con la filosofia sbagliata: vendere tutti al migliore offerente. Quando tu hai la bravura o la fortuna, chiamatela come volete, di prendere il portiere più forte del mondo a 8 milioni, quel portiere devi tenerlo e costruirci una squadra intorno. Così non è stato. Si può vincere senza soldi come l’Atalanta? L’Atalanta, da sportivo, mi piace moltissimo, ma ‘rischia’ di entrare in Champions per il campionato disastroso che stanno facendo le altre. Pallotta? Vorrei cominciare a giudicarlo sui fatti, non sulle parole. La ricchezza di una società sono i tifosi di una squadra, quelli che mettono i soldi”.

Alessandro Austini (Teleradiostereo – 92.7): “Leggendo oggi la rassegna stampa vedo che è una colpa aver provato a prendere Conte. Mi viene da sorridere. Perché pesa come un macigno il no di Conte? In questa città non ci sono mai i grigi, ma solo il bianco o il nero. Ora Sarri? Complicato. Ad oggi dico: no Giampaolo. Gasperini è un profilo che si sposa con molte esigenze che ha la Roma, però non so se ha la voglia di cambiare e l’Atalanta non ha la minima intezione di lasciarlo andar via. Vediamo cosa succederà con Petrachi, anche se la Roma ci tiene a far sapere che non gli hanno mai fatto proposte. Bisogna vedere che vuol dire…”.

Furio Focolari (Radio Radio Mattino – 104,5): “Conte ha detto “no” alla Roma, non all’Inter. L’ex c.t. della Nazionale non ha mai affermato che i nerazzurri fossero una seconda scelta. Sarri? Per allenare i giallorossi deve essere liberato dal Chelsea”.

Roberto Renga (Radio Radio Mattino – 104,5): “Sarri è terzo con il Chelsea in Premier League, potrebbe anche vincere l’Europa League. Come si fa a mandarlo via?”.

Guido D’Ubaldo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Pallotta non torna a Roma perché dispiaciuto dalla contestazione. Sappiamo che ogni volta che le cose vanno male lui è il bersaglio. Forse per De Rossi possono essere le ultime tre partite”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Gasperini? Non è facile liberare allenatori che stanno facendo bene. Sarri sul piano tattico dà identità alla squadra. Secondo me, nel suo primo anno a Londra sta facendo benissimo con una squadra che alla fine non è così tanto forte. Ha raggiunto l’obiettivo di campionato e forse giocherà la finale di Europa League. Per quanto riguarda Petrachi, il ds del Torino ha esperienza. Conosce bene il mestiere. De Rossi? Siamo vicini all’epilogo di una grande carriera”.

Fernando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “La Roma ha bisogno di una dittatura tecnica. Ci vuole un allenatore che decida lui, un tecnico con gli attributi. Al di là del direttore sportivo, a Roma ci sono delle priorità: l’allenatore”.

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