‘RADIO PENSIERI, SCONCERTI: “Impensabili tutte queste sconfitte per la Roma”

‘RADIO PENSIERI, SCONCERTI: “Impensabili tutte queste sconfitte per la Roma”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Mario Sconcerti (Tele Radio Stereo – 92,7): “La Roma è una squadra che non corre, non era pensabile che perdesse tutte queste partite e non c’era il minimo sentore che questo gruppo fosse così morto. Questa non è una grande squadra e forse i tanti infortuni li hanno abituati all’improvvisazione. Inoltre penso che anche Roma sia cambiata, perché in altre circostanze uno come Florenzi non sarebbe mai stato mandato via così a cuor leggero“.

Checco Oddo Casano (Centro Suono Sport – 101,5): “Quella di ieri è una delle ultime scene di un enorme film dell’orrore, che spero possa terminare il prima possibile per lasciare spazio ad una nuova storia. Stiamo vivendo una stagione simile all’ultima della precedente priorità: un interregno dove ciascun tesserato pensa a se stesso e al suo futuro personale. La formazione scelta da Fonseca, oltre ad essere totalmente incoerente con quanto espresso dallo stesso il giorno prima, è un insulto all’intelligenza, alla passione, a quel barlume di attaccamento che ancora traspare in una tifoseria esausta. Fa veramente male al cuore vedere come è stata ridotta la Roma: brandelli di carne maciullati e preda di avvoltoi che banchettano all’Olimpico senza la minima reazione. Fonseca? Parla e agisce come i suoi predecessori quando erano ormai giunti al canto del cigno, ma è il problema minore: spero di apprendere il prima possibile la notizia della cessione del club, perchè è diventata un’agonia insostenibile”

Max Leggeri (Centro Suono Sport – 101,5): “Sfido chiunque in questo momento a trovare un somaro, capace di difendere chi sta distruggendo la nostra Roma.Invidio chi ha ancora la voglia di disprezzare questi pupazzi. Per la prima volta nella mia vita nutro un sentimento di disaffezione, non nei confronti dei colori, della bandiera, della passione tramandata di generazione in generazione dai nostri padri , ma nei confronti del circo Tolstoj, che ha la straordinaria capacità di sorprenderti sempre. Una società che da quando si è insediata ha avuto l’unico intento di chiudere le radio e non di vincere gli Scudetti, mah ! L’ennesima ignobile figura che si aggiunge ad una collezione infinita di figure di me**a, il nulla cosmico che nei fatti e nei comportamenti è irradiato in primis dal somaro di Boston a tutti gli altri tesserati, interessati solo a guadagnare fino all’ultimo centesimo dei loro ingiustificati stipendi. Fonseca? Un allenatore che schiera contemporaneamente gente come Bruno Ceres, Ibanez , Fazio, Kolarov, Perotti o lo sta facendo apposta oppure si sta ( ahimè ) rivelando totalmente inadeguato al ruolo”

Alessandro Vocalelli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Se alla Roma vengono travolti tutti gli allenatori, parlare ora solo di Fonseca vorrebbe dire guardare il dito e non la luna. Il portoghese ha le sue colpe, ma ieri la Roma in dieci contro undici ha cercato di giocare e nascondere i suoi limiti. Questo in parte è anche malinconico: nella squadra giallorossa c’è un problema di limite tecnico”. 

Stefano Agresti (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Non sono stupito dalla Roma. Il progetto del club non esiste, ma non solo da quest’anno. E’ la società numero uno al mondo per assenza del suo presidente. E’ triste che si parli di Fonseca, in un mondo serio si dovrebbe fare l’elenco di tutti gli allenatori che la Roma ha disintegrato. Di Francesco ad esempio è stato cacciato come fosse un cretino e lui ti ha portato in semifinale di Champions League. La gestione di Pallotta è incomprensibile da anni. L’unica salvezza è la cessione del club”.

Luigi Ferrajolo (Radio Radio Pomeriggio – 104,5):  “Il problema non è se questa è una squadra tecnicamente valida perché per battere l’Udinese ci vuole poco. Fonseca non dico che vada cacciato, ma va discusso. Bastava leggere la formazione di ieri per capire che le cose non sarebbe andate bene. Ma perché deve giocare Kalinic? L’atteggiamento della squadra si è prestato al contropiede degli avversari”

Antonio Felici (Te la do io Tokyo – Centro Suono Sport – 101,5): “La Roma ha preso due gol in contropiede ed era ampiamente prevedibile. L’Udinese è il peggior attacco della Serie A, ma ieri ha giocato a calcio. La Roma quando ci si mette riesce a far fare la prestazione della vita anche a degli avversari scarsi. La squadra ha assorbito lo sfacelo societario che si respira a Trigoria. Speravo che Fonseca potesse essere il leader di quel gruppo isolando i suoi uomini da tutto, ma è naufragato anche lui. Decisioni di ieri imbarazzanti”. 

Francesco Balzani (Te la do io Tokyo – Centro Suono Sport – 101,5): “La formazione di ieri sera mi sembra una delle più scarse di sempre da quando la Roma è diventa grande, diciamo dagli anni di Viola. Pallotta? Non sa cosa sta succedendo nella squadra. Sono sorpreso che la Roma sia quinta perché il progetto prossimo è di non vederla nemmeno tra le prime 6 o 7. E il prossimo anno difficilmente le cose potranno cambiare”.

Claudio Moroni (Radio Roma Capitale – 93 fm): “Le gravi responsabili di questo momento sono tutte di Pallotta che non ha saputo gestire la squadra in prima persona o attraverso manager di fiducia, scegliendo uomini sbagliati al posto sbagliato, e smentendo il suo progetto giovani vendendoli appena affermati. Vergognoso! Quanto alla partita di ieri, Fonseca ha sbagliato tutto”.

Ugo Trani (Te la do io Tokyo – Centro Suono Sport – 101,5): “Dobbiamo azzerare tutto, ma non so se sarà possibile. Con la bacchetta magica non puoi far sparire Pastore e far apparire Boga o Mbappé. Sento parlare di Pedro, ma la Roma deve comprare giocatori meno celebrati, deve ripartire da giovani di vent’anni semi-sconosciuti che abbiano voglia e che guadagnino meno di un milione di euro. La ripartenza si fa solo col basso profilo, basta dire che siamo i migliori perché non siamo migliori in niente. Petrachi era poco presentabile dal punto di vista dialettico, il problema è stato entrare in collisione con tutti. L’hanno mollato i giocatori e l’allenatore, ha pagato la figura che poteva creare problemi alla società”. 

Alessandro Austini (Teleradiostereo – 92.7): “La Roma è riuscita a coinvolgere nei suoi guai anche Fonseca, e mi dispiace che anche lui stia perdendo lucidità. La frase su Kalinic di ieri sera non può averla detta il vero Fonseca. Inutile pensare alla partita contro il Napoli. Mi sembra uno che non si renda conto della situazione. Però, come lo era Di Francesco, è l’ultimo dei responsabili di questo anno penoso. Come fa a non parlare un dirigente della Roma, dopo una figuraccia del genere non si può non mettere la faccia. La Roma in questo momento è nulla, non ha anima in ogni sua componente. La squadra avverte la transitorietà. Una tristezza infinita, forse una delle peggiori notti. L’incertezza sulla vendita del club credo che sia la prima causa del disastro. E temo che non si sia ancora toccato il fondo. Dai giocatori non mi aspetto nulla, non credo in questo gruppo. Sono uniti solo a parole”.

Stefano Petrucci (Teleradiostereo – 92.7): “La Roma andando avanti di questo passo sarà ottava tra un po’. I giocatori che arrivano qui spariscono, si incartano su se stessi. Alcuni calciatori di ieri sera come Bruno Peres e Fazio non troverebbero posto in nessuna squadra da metà classifica in su. Ho la sensazione che qui si venga perché si sta bene, perché la città è meravigliosa e non perché si può vincere”.

Franco Melli (Radio Radio Mattino – 104,5): “Credo sia uno dei momenti più bassi della storia della Roma. Al di là della classifica, parlo dei contenuti, di come vengono affrontate queste partite. Il voto è 4, è una squadra sconnessa che riesce difficilmente a fare gioco e spesso lo fa per iniziative individuali e non attraverso un sistema. Non possiamo elogiare la Roma per un risultato o per quello che fa d’estate e poi a primavera inoltrata ci scateniamo e va tutto male. Evidentemente ci sono anche dei raccontatori della Roma sbagliata. Deve andare via il corpo dirigente, dal presidente ai collaboratori”.

Furio Focolari (Radio Radio Mattino – 104,5): “Voto alla Roma 3, a Fonseca anche meno. A Perotti zero. Ieri Fonseca ha fatto una formazione che non si può fare. Basta con sto Pallotta, se ne deve andare. Ma nella partita di ieri la società non la tiriamo in ballo, è successo qualcosa di incredibile. All’andata la Roma è rimasta in dieci ma ha vinto 4-0, l’Udinese era sei mesi che non vinceva una partita. Perotti si deve vergognare invece di parlare dei campi di Serie A”.

Roberto Renga (Radio Radio Mattino – 104,5): “Do 3 alla Roma e 2 a Fonseca. Oggi però lascerei fuori la società, ne abbiamo parlato tante volte. Il punto di riferimento negativo adesso è l’allenatore. La squadra non sta in piedi ed è un dato di fatto, la colpa è di chi l’allena. La formazione ieri sera l’ha fatta lui. Fonseca è stato bravo nell’emergenza, ma quando ha avuto la rosa a disposizione non ci ha capito niente. È simpatico ed elegante, ma le formazioni… Chiamate Francesco Rocca e dategli carta bianca”.

Xavier Jacobelli (Radio Radio Mattino – 104,5): “Ritengo che il calcio insegni che ogni volta che c’è un travaglio societario si ripercuote sulla squadra. Questo non vuol dire trovare alibi al rendimento insufficiente della Roma, ma se il presidente non mette piede da due anni nella città nel quale la squadra gioca e vive questo non poteva non riverberarsi sull’intera società. La classifica ci dice che il posto in Europa League non è al sicuro”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Mattino – 104,5): “Trigoria è un resort e Fonseca è il direttore del village. Giocatori viziati e coccolati, che a malapena salutano gli altri. Le parole di Capello sulle radio locali offendono la categoria. Il problema della Roma non è questo. La cosa negativa è che in questa squadra non c’è senso di appartenenza. Per battere l’Udinese non servono Pallotta e Baldini. I giocatori hanno staccato la spina o forse non l’hanno mai attaccata. E questo per colpa dei manager, che oggi si dovrebbero dimettere perché hanno portato la squadra a livelli troppo bassi, e con conti in rosso spaventosi. Devono richiamare subito Petrachi che aveva capito il problema. Fonseca è in profondissima confusione, è moscio ed è pronto per essere mangiato dai giocatori i quali, secondo me, non hanno diritto nemmeno allo stipendio perché non stanno facendo il loro dovere. La mia domanda è: tutti fanno una vita sana? Io dico di no. Ed è lo stesso discorso da 5-6 anni a questa parte. Questo è un tema serio, non so che cosa accade ma qualcosa che li porta lontano dall’essere professionisti esemplari. Se ve lo dico, fidatevi”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Nella Roma ora la palla passa all’allenatore, ma Fonseca è completamente fuori. Si nota anche dalla formazione. Non c’è corsa, non c’è testa: il primo tempo di ieri è stata una delle peggiori cose viste quest’anno. La squadra non segue quello che l’allenatore gli chiede. Ho l’impressione, già da alcune gare, che certi giocatori stanno con la testa da un’altra parte. Fonseca è il primo responsabile di un disastro annunciato. Ognuno va per sé, mancano 7-8 partite che sono tante, ci sarebbe ancora la possibilità di avere un colpo d’ali in Europa ma credo che i calciatori non vedano l’ora che finisca la stagione. Fonseca fuori dal contesto, dice cose che non corrispondono al campo. I preparatori facessero qualcosa. L’allenatore da qui alla fine va valutato, non sono convinto che sia contento di allenare questa squadra”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “Il responsabile numero uno di questa crisi della Roma è Pallotta”. 

Mario Mattioli (Radio Radio Mattino – 104,5): “Nella piramide dirigenziale della Roma mancano troppi mattoni per gestire con coerenza sportiva e sociale un gruppo di giocatori. Manca un dirigente vero, un presidente vero, manca l’appartenenza. Manca tutto. I giocatori sono impiegati timbranti cartellino. Ieri ho visto delle prestazioni che non si vedono nemmeno nelle categorie inferiori. La situazione non è facile da sanare”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy