‘RADIO PENSIERI’, DOTTO: “Pallotta è stato sprezzante. Tifosi, basta affezionarsi ai giocatori”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Giancarlo Dotto (Teleradiostereo 92.7): “Le dichiarazioni di Pallotta? Qualcuno l’ha ribattezzato Parlotta… ancora una volta ha rettificato. Si è posto in modo sprezzante. I tifosi di calcio oggi sono delle anime di cui non si cura più nessuno, sono dei mirabolanti sopravvissuti. Non è vero che conta solo la maglia, i tifosi si affezionano ai giocatori. Ora abbiamo imparato che non dobbiamo farlo. Dopo l’addio di Totti, Nainggolan è il giocatore che negli ultimi anni aveva creato quest’ultima grande forma di passione. Il problema è uno: il tifoso si sta già adattando a questo nuovo sistema di plusvalenze. Ora so che non posso affezionarmi a nessun giocatore. Con l’addio a Totti, si è dato l’addio anche ad un mondo che non c’è più. La maglia, a furia di cambiare il contenuto umano all’interno, diventa un concetto astratto. Sembra quasi che a Londra non si sia parlato dei risultati sportivi. Si dà per scontato che ormai lo scudetto sia perso”.

Piero Torri (Teleradiostereo 92.7): “Questa è una rosa con il DNA della sconfitta. Ripartirei con un nuovo progetto, tenendone una decina. Sarebbe una cosa difficile da far accettare alla piazza, ma su questo la Roma deve dimostrarsi forte. Le due partite con Sassuolo e Atalanta sono figlie della sconfitta di Torino, che ha fatto rendere conto i giocatori che anche quest’anno non si andrà a dama”.

Andrea Pugliese (Teleradiostereo 92.7): “Nainggolan? Non è una trattativa nata negli ultimi giorni, ma è nata molto prima del famoso video di Capodanno. Secondo me il rischio di vederlo partire per la Cina non è stato ancora scongiurato. Radja non ha spinto per andar via, ma ha dato l’ok di massima a trattare. Io immagino che lui possa essere felicissimo anche se questa cosa non andrà in porto visto che sta bene a Roma”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Cinquanta milioni per Nainggolan sono tantissimi, quest’anno non li vale. La Roma produce debiti in questo momento, e guarda caso i debiti sono su per giù dello stesso valore di cui stiamo parlando. Un’offerta simile solo dalla Cina può arrivare. Se Nainggolan ha dato l’ok, per me mentalmente è già perso. Non è più al centro della Roma, si vede. Conquistata la Champions la Roma si è squagliata. Per me Inter-Roma sarà una cartina di tornasole degli arretramenti o dei miglioramenti delle due squadre. Io vedo la Roma in grave difficoltà fisica, non tiene i 90’. Abbiamo elogiato troppo la Roma di Champions, dove ha fatto soltanto 2 belle partite”.

Davide Stoppini (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Per Nainggolan in Cina c’è un intoppo che mi hanno definito non banale, ma neppure tale da compromettere in maniera definitiva l’affare. Da quello che so, Nainggolan è stato convinto direttamente da Cannavaro, la Roma aveva dato l’ok all’operazione. È un problema che fondamentalmente deve risolvere il Guangzhou vista la luxury tax. La cosa più sorprendente per me non è l’affondo cinese né il sì della Roma, ma l’ok ponderato di Nainggolan. Credo che il belga possa aver maturato questa scelta forse perché deluso per gli ultimi mesi giocati nella Roma, non penso possa aver inciso il video di Capodanno. Ho idea che la situazione si risolverà in questa settimana, in un senso o nell’altro. Non credo si andrà avanti per le lunghe”.

Alessandro Vocalelli (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Nainggolan? Io sono fermo al fatto che il belga è uno dei giocatori che può essere messo sul mercato ma a giugno. Penso che Radja giocherà nella Roma fino a giugno, poi può succedere di tutto. Quello che mi sorprende di più non è il cambiamento di opinione di Nainggolan, ma il cambio di rotta della Roma che per la prima volta a gennaio rinuncerebbe all’obiettivo sportivo per seguire quello economico. Rinunciare al suo giocatore migliore a gennaio sarebbe un cambiamento clamoroso. È come se la Lazio vendesse Immobile o Milinkovic. Se Di Francesco e Monchi pensano di rinforzare la Roma cedendo Nainggolan, io mi spaventerei. Sarebbe psicomercato”.

Furio Focolari (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Vendere Nainggolan a gennaio sarebbe una follia, la Roma butterebbe la spugna. Se dai via il belga, la qualificazione alla prossima Champions te la scordi. Venderlo a giugno va bene, puoi anche provare a migliorarti, ma a gennaio è una follia totale. L’offerta è adeguata perché Nainggolan ha 30 anni, e poi non è più il calciatore dello scorso anno, ma la Roma non può buttare la spugna così. Se dai via Nainggolan a gennaio, chi prendi? Inter-Roma? Dal punto di vista mentale, chi perde questa partita è fregato. Se dovesse perdere la Roma, pensate lunedì prossimo cosa succederebbe…”.

Sandro Sabatini (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Nainggolan in Cina? Con la Champions da giocare? Detto questo i soldi sono tanti sia per la Roma che per il giocatore, ma questi sono 50 milioni che vengono messi per pagare i debiti o una parte possono essere reinvestiti?”.

Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Nainggolan? Per me non c’è niente di sorprendente considerando la Roma americana. L’unica novità sarebbe la cessione importante a gennaio e non a giugno. La Roma ha sempre dato la precedenza al tornaconto finanziario per tenersi a galla, non ha mai dato la precedenza al risultato sportivo. Pallotta sarà diventato pazzo per il calcio ma non per la Roma, visto che non ci mette mai una lira. La Roma non è forte come lo scorso anno, e questa non è una colpa di Di Francesco”.

Stefano Agresti (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Quello che sembra certo è che la Roma non ha la disponibilità economica per fare investimenti importanti sul mercato. La situazione di Nainggolan mi sembra in evoluzione e sarebbe clamorosa. Ci sono aperture preoccupanti. Inter-Roma? Per me la squadra che perde va nei guai seri. La Roma è decisamente più scarsa rispetto allo scorso anno”.

Ivan Zazzaroni (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Inter-Roma? Arrivano dopo 15 giorni in cui non si è giocato, sono curioso di rivedere entrambe le squadre in campo. Non è come negli altri anni quando c’era la sosta sotto Natale. La Roma arriverà fino in fondo a giocarsi il terzo posto. La squadra di Di Francesco deve assolutamente vincere a Milano”.

Francesco Balzani (Centro Suono Sport – 101,5): “Si era capito che una parte della stampa aveva cominciato una campagna anti-Nainggolan. La compravendita dei calciatori non finirà con lo stadio, la speranza è solo che non si venda il top player della stagione prima. Vendere Nainggolan è una follia totale, abbiamo detto che era l’unico top player ora è diventato uno da impacchettare. Salah non rientrava sul destro, Benatia era sempre infortunato… Vedremo cosa si inventano su Alisson. La Roma per comprare deve vendere: per prendere Torreira deve vendere Strootman, per prendere Ziyech deve vendere El Shaarawy, se vende Bruno Peres può prendere Darmian. Secondo me a gennaio ci sarà un’uscita e un’entrata, ci sono i nomi di Darmian e Juanfran e poi due nomi che sono il terzino dell’Hoffenheim e Manea. Sulle dichiarazioni di Pallotta che hanno fatto i media per stravolgere le sue parole? Le hanno riportate e basta”.

Antonio Felici (Centro Suono Sport – 101,5): “Se la Roma avesse venduto Nainggolan oggi, dove va a trovare un giocatore della stessa importanza a quattro soldi? È impossibile. La Juve introita dallo stadio una trentina di milioni in più della Roma, che lo stadio di proprietà non ce l’ha: non ti porta 200 milioni di fatturato in più. Mi interessa sapere quanti quattrini finiscono nelle tasche della Roma dallo stadio di proprietà: quanti campioni all’anno ti permette di comprare? La Lazio fa campagne acquisti razionali, alla lunga può anche creare problemi alla Roma. Se parte Nainggolan si sfascia tutto. Strootman ha dato la colpa a se stesso dopo l’Atalanta ma ha dato addosso a tutto e tutti, è una polveriera. A giugno non lo giustifico ma lo posso capire, farlo a gennaio è da pazzi: significa arrendersi alla fine del girone d’andata”.

Eleonora Trotta (Teleradiostereo 92.7): “Trattativa congelata tra il Guangzhou e Nainggolan. Di solito i cinesi puntano sui grandi attaccanti perché possono tesserare solo tre stranieri. Da verificare se Nainggolan, essendo indonesiano, rientri nella lista stranieri. La trattativa è congelata perché la Roma vuole trattare dai 50 milioni in su, i cinesi sono fermi a 40 perché andrebbe tassato anche l’ingaggio. Non c’è niente di definito. Per Bruno Peres c’è una trattativa con il Benfica ma la Roma vorrebbe l’obbligo di riscatto. Il sostituto sarebbe Darmian ma lo United non lo regala. Al giocatore l’ipotesi Roma non dispiace ma bisogna prima piazzare Bruno Peres. Per quanto riguarda i portieri la situazione dipende da Skorupski. La Roma tendenzialmente vorrebbe un secondo portiere giovane perché vorrebbe affiancarlo per qualche anno ad Alisson per farlo crescere. Alisson e Pellegrini sono i più richiesti a livello internazionale. Per Alisson la Roma può resistere fino alla prossima estate mentre per Pellegrini c’è una clausola che i giallorossi vorrebbero rivedere perché si sono resi conto che è appetibile per gli altri club. Con l’incasso di Nainggolan andrei su Barella, che ha lo stesso ruolo del belga, e Ziyech che è un trequartista che piace molto, per il quale le richieste dell’Ajax sono molto alte”.

Federico Nisii (Teleradiostereo 92.7): “Su Nainggolan qualcosa di vero ci deve essere: non so cosa potrà accadere, il tassello decisivo è la volontà del calciatore. Dal punto di vista economico lo capirei, lui non è neanche più un bambino. Può avere 4-5 anni ad alto livello, sarebbe una sistemazione economica incredibilmente vantaggiosa per lui. Sicuramente sarà fortemente tentato. Se dovesse preferire la Cina mi confermerebbe che non ha grandi ambizioni a livello calcistico, e questo finora è stato il collante per farlo rimanere a Roma. I giallorossi si indebolirebbero in maniera forte, la stagione è ancora viva, ma se prendi Ziyech, un centrocampista forte da 25 milioni e un terzino come ne esce la Roma? Io spero Nainggolan rimanga, sono altre le dismissioni che ho pensato per la Roma, sarei amareggiato e inquieto per l’addio immediato. Monchi è sempre stato chiaro: ha detto che il mercato di gennaio avrebbe restituito alla Roma Schick e Defrel”.

Franco Melli (Radio Radio Mattino – 104,5): “Salah non bisognava venderlo a nessuna cifra, è determinante e sta migliorando sempre di più. Su Nainggolan può succedere di tutto ma la Roma farebbe bene a tenerlo. Anche se non sta rendendo come lo scorso anno. Roma e Inter rischiano di essere le due delusioni della stagione, ma i giallorossi hanno raggiunte cifre di gioco che l’Inter non ha mai raggiunto”.

Furio Focolari (Radio Radio Mattino – 104,5): “La cessione di Nainggolan? Spero stiamo scherzando. Se lo vendi e non raggiungi la Champions stai punto e daccapo. Roma e Inter sono due squadre in difficoltà, i giallorossi forse di più perché vengono da una sconfitta”.

Roberto Renga (Radio Radio Mattino – 104,5): “Dalla prossima settimana ricomincia il campionato e la Champions, la Roma ha bisogno dei suoi calciatori. Nainggolan lo venderei a giugno. Va bene il bilancio, ma se non vinci non guadagni niente. Non sappiamo come i giocatori hanno affrontato le vacanze. L’Inter gioca in casa ma la Roma contro le grandi rende di più. L’Inter nel complesso mi sembra più quadrata. La Roma ha troppi punti interrogativi sulla fascia destra”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Mattino – 104,5): “Io spero che tra Pallotta e i tifosi della Sud torni il sereno, perché la squadra può risentirne. E’ in un momento delicato, la Roma ha imboccato una strada strana. Se non arriva in Champions è in ballo anche la panchina di Di Francesco. Con 50 milioni Nainggolan va impacchettato. Una plusvalenza mostruosa, trent’anni vissuti in maniera spericolata, è l’ultima occasione per venderlo. Nainggolan lo hanno normalizzato per come lo fanno giocare: quest’anno è un pesce fuor d’acqua, secondo me comincia ad avere dubbi sulla permanenza romana”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Nainggolan in Cina? Non mi sembra fattibile, la tempistica non mi sembra ideale. Lui ha avuto altre occasioni di andare a giocare in club importanti a grandi livelli guadagnando molto. Questa mi sembra una cosa buttata lì. A Milano la Roma ha uno scontro diretto che ti può cambiare la stagione. L’incognita vacanze è rilevante. Per come ci siamo lasciati la Roma sta peggio dell’Inter. Senza risultato a Milano la Roma rischia di andare in crisi”.

Mario Mattioli (Radio Radio Mattino – 104,5): “La cosa di Nainggolan in Cina non mi sembra una cosa buttata lì. E’ vero che lui è attaccatissimo alla famiglia, ma io vorrei sentire i vicini di casa. A Pallotta direi di venire un po’ più spesso a Roma. Mi sembra paradossale che una volta che arriva a Londra non abbia il tempo di venire a trovare la sua squadra”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “Nainggolan non è andato al Chelsea perché stava bene a Roma. Lui fa sempre scelte di cuore e non di soldi. In Cina lo vedrebbero in pochi del calcio importante. Secondo me non accetterebbe mai, per come ho imparato a conoscerlo. Il doppio dello stipendio non ti cambia la vita, a quei livelli. E’ arrivato il momento di reagire per la Roma, ha due trasferte molto difficili e non può perdere di vista il quarto posto. Lo scontro diretto a Milano diventa fondamentale”.

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