rubriche

L'ISTANTANEA Roma-Novara: Osvaldo da Crocefieschi

(di Paolo Marcacci) Pomeriggio in chiaroscuro, sole che va e viene; aperitivo amaro prima dell’una, che rischia di mandar di traverso una tagliatella apparentemente digeribile.

Redazione

(di Paolo Marcacci) Pomeriggio in chiaroscuro, sole che va e viene; aperitivo amaro prima dell'una, che rischia di mandar di traverso una tagliatella apparentemente digeribile.

Amnesie difensive e spruzzate di Bojan, la riga in mezzo di Kjaer e quella che gli aggiunge Jeda, occasioni sprecate e voli di Stek, i palloni distribuiti dal Capitano alla faccia dei maestri dell'ovvio: il tutto fino al soffio etereo di Simplicio, un pallonetto leggero come pasta sfoglia, che scioglie in bocca alla Sud il 3-1. E poi proprio Bojan che disegna il poker in diagonale, come un tratto di penna sul quaderno. Alla fine Lamela, su un palo che solo per lui non è lontano.

In mezzo, tutta la "ciccia" di Osvaldo, soprattutto nel primo tempo.

E' stata una domenica da repertorio, per il numero nove che una certa leggenda metropolitana vorrebbe sprovvisto di fondamentali importanti; oggi ha invece lucidato l'argenteria, facendo sentire tutto il fumo delle sue polveri: il colpo di testa del due a uno è un capolavoro di tempismo, con lo stacco millimetrato e la torsione eseguita col goniometro, fino all'angolo più acuto della rete; ancora meglio quello che impatta sulla traversa, con lo stacco perentorio e l'inzuccata che scomodo paragoni importanti, a proposito di numeri nove, diciamo coi baffi di Crocefieschi...In un'altra occasione riesce a crearsi lo spazio e a girarsi impattando di collo pieno con forza impressionante, per un terra-aria alto di poco. Oltre a tutte le sportellate che sappiamo e che forse cominciamo a dare per scontate.

Ma l'Istantanea vera e propria, a proposito di Osvaldo, è quella che lo vede protagonista in occasione dell'uno a uno siglato dalla capocciata di  Marquinho: fila via in posizione di ala destra, doppio dribbling sul controllore che va a vuoto come un laureato in cerca di un tempo indeterminato, infine cross di sinistro coi giri contati per il primo goal del brasilianino di gennaio. Che dire? Chi parla dei piedi di Osvaldo in un certo modo forse coi piedi ragiona, visto che abbiamo anche sentito scomodare il paragone col rudimentale Luca Toni, che i goal li strappava sempre ma che un cross sapeva a malapena cosa fosse.

Tra i tanti dubbi cui induce ogni partita della Roma, anche questa col Novara a dispetto del risultato rotondo, di certo non ci sono mai, o sono scomparsi da tempo, quelli che riguardano Osvaldo e la sua adattabilità al campionato italiano, dopo che una prima avventura nel Belpaese gli aveva solo fatto lasciare strascichi di comportamenti bizzarri e cartellini.

La Roma si ritrova ora un centravanti  maturo, duttile a seconda delle situazioni di gioco, forse anche umile perché reso tale appunto dagli errori precedenti. Ottimo e abbondante, come speriamo sia il prossimo calcio-mercato, visto che Osvaldo non potrà sempre caricarsi sulle spalle e sui propri goal gli errori, tanti, altrui.