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L'ISTANTANEA Roma-Genoa: Bojan e l'attimo (s)fuggente

(di Paolo Marcacci) La cosa più bella resta quella del riscaldamento: la maglia 22 di Abidal e l’incoraggiamento per chi ha già mostrato un coraggio infinito;

Redazione

(di Paolo Marcacci) La cosa più bella resta quella del riscaldamento: la maglia 22 di Abidal e l'incoraggiamento per chi ha già mostrato un coraggio infinito;

questo lo diremmo anche se il match non fosse scorso su  ritmi portoghesi e compassati con qualche fiammata e qualche errore dei reparti arretrati. Si fa il solito possesso e si cerca di  limitare al minimo i  rischi, anche in virtù della calamita che Heinze porta appiccicata in fronte: contraerea delle Aerolineas Argentinas, per quanto indolenzita.

Come direbbe Tonin Llorente, la partita è cominciata da un "Tweet" che  subito per Osvaldo si fa primavera: stop morbido alla faccia di chi ne motteggia i fondamentali, dribbling su Marco Rossi ancora in fase di riscaldamento e diagonale più caparbio che angolato ad uccellare un Frey sempre più versione Messner: finalmente Jhonny Depp scongela il goal, incanalando una partita che era così che doveva cominciare e che, proprio in virtù di un inizio del genere, qualcosina in più sembrava promettere. Lamela, ad esempio, è sontuoso negli  sprazzi, sempre più radi e rari col trascorrere dei minuti che si fanno umidi: sarà che di champagne e tartufo non si può mai  abusare, non ancora almeno; i ricamo di Palacio danno qualche apprensione, più in rifinitura che in conclusione, in verità, però la Roma è diligente e l'andatura le sta più che bene: lucido il centrocampo, senza guizzi di  sorta ma con un Greco più che diligente, cullato dalle esortazioni di Gago e De Rossi.

 

Le cose si fanno più ingarbugliate con il consumarsi del secondo tempo, soprattutto  quando  Marino  cala il fantasioso Jorquera al posto dello scolastico Belluschi: servono ciccia e muscoli più freschi, con un po' di tiro in porta: Marquinho  prima e Simplicio poi a ratificare i te punti, il tutto  mentre già da un po' di tempo l'ingresso di Bojan, al posto dello sfiorito Lamela, ha il sapore della motivazione.

La nostra Istantanea, allora, dopo il lunghissimo preambolo, ha proprio il  volto dell'ex e futuro barcelonista: ancora una volta da subentrante ha offerto un ingresso subito efficace in partita, per quanto mancante sempre  di  quel soldino mancante a fare la lira del goal: mancanza di cattiveria? Eccesso di eleganza quando si  dovrebbe rinunciare ad un frammento di secondo di estetica? Questione di lana caprina, l'ennesima, di certo l'ultima immagine della partita è nella sua ennesima occasione: se sprecata o rinviata ce lo diranno le prossime puntate, a cominciare da quella di San Siro, palcoscenico  che ai suoi piedini sicuramente si addice, ma forse non basta.