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La Gazzetta dello Sport

Zero proclami e guerra al potere: così Mou ha sedotto Roma

Getty Images

L’allenatore portoghese è riuscito a creare tanto entusiasmo intorno alla sua figura e soprattutto tanta fiducia

Redazione

Mourinho nonostante tutto si è preso la Roma, come scrive La Gazzetta dello Sport. I punti sono meno di un anno fa, i gol fatti anche, il primo obiettivo stagionale è sfumato ieri a San Siro, il gioco latita, la Champions dista 6 punti: la stagione della Roma, al netto di qualche picco, fatica a decollare e alzi la mano chi pensava fosse possibile il 4 maggio, quando il club ha annunciato l’arrivo di Josè Mourinho. Eppure il totem è sempre e solo lui, cuore e anima della Roma. L’allenatore portoghese è riuscito a creare tanto entusiasmo intorno alla sua figura e soprattutto tanta fiducia. Come? Ha un palmares che parla tanto, per prima cosa, come nessuno in Italia. È questa è la garanzia migliore.

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Poi, fin dal suo arrivo, non ha mai fatto promesse che non poteva mantenere: ha sempre detto chiaro e tondo che esisteva un gap con altre squadre, che la Roma sul mercato non poteva permettersi chissà quali investimenti, che la rosa non era di prima qualità e che lui aveva bisogno di giocatori. E ne ha bisogno ancora perché, tanto per fare un esempio, appena apre bocca parla del regista che manca. E poi, ancora: Mou ha messo al primo posto i tifosi, quelli che oggi chiama "la mia gente". Un po’ strategia, come normale, un po’ reale convinzione perché l’affetto che ha ricevuto da maggio lo ha colpito seriamente. Non era scontato, visto che era stato il grande rivale del 2010. E per questo gli è stato perdonato anche qualche scivolone, come quando ha detto di voler ringraziare Pazzini per la doppietta che, all’epoca, con la Samp fece perdere la Roma all’Olimpico consentendo alla sua Inter il sorpasso. Una ferita, ancora oggi, aperta per tanti romanisti.