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La Gazzetta dello Sport

Zaniolo strappa per la Roma e per farsi rimpiangere ancora dall’Inter

Getty Images

Oggi Nicolò dovrebbe tornare al ruolo originario di trequartista esterno nel 4-2-3-1

Redazione

Senza Pellegrini e Abraham, toccherà proprio a lui cercare di portare la Roma in porto, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport. Che poi, sostanzialmente, vuol dire provare a regalarle la vittoria o, quantomeno, un risultato positivo. Perché di questo ha bisogno la Roma (tre sconfitte nelle ultime 5 gare di campionato), esattamente come ne ha bisogno anche Nicolò Zaniolo. A guidare l’attacco giallorosso oggi sarà proprio lui, in coppia con Shomurodov (in campo per la squalifica di Abraham) e con l’assistenza di Mkhitaryan. Ma è da Nicolò che Mourinho si aspetta gli strappi decisivi, quelli che possono mettere alla corde l’Inter. Già, proprio lei, la squadra che lo ha prima accolto, poi sedotto e infine abbondato. Zaniolo in nerazzurro ci ha vissuto una sola stagione, lasciando però un segno indelebile con la Primavera, dove ha vinto scudetto, Supercoppa italiana e trofeo di Viareggio (perdendo in finale la Coppa Italia proprio contro la Roma). Tredici gol da centrocampista offensivo (giocava mezzala, ma a volte anche trequartista), tra cui quello decisivo nella semifinale-scudetto contro la Juventus a cui ha fatto seguito l’assist per Colido nella finale tricolore, contro la Fiorentina. Spalletti lo aveva anche portato in panchina con l’Atalanta, a San Siro, facendogli sgranare gli occhi sul grande calcio. Ma tutto questo è oramai il passato, messo da parte da oltre 3 anni. Dal 2018, infatti, Zaniolo è giallorosso, ma soprattutto è nel cuore dei tifosi romanisti, dove è già diventato una piccola grande stella. Per ciò che ha fatto vedere in campo e per quanto ha sofferto a causa dei due infortuni alle ginocchia. Roma gli è entrata nel cuore e lui vuole diventare un simbolo del club, ma possibilmente anche della storia romanista. Oggi Zaniolo dovrebbe tornare al ruolo originario di trequartista esterno nel 4-2-3-1, quello in cui ha giocato fino alla svolta tattica di Venezia (dove, peraltro, è partito in panchina, entrando solo per l’assalto finale). Ma c’è anche la possibilità che Mourinho faccia giocare Zaniolo da trequartista centrale, alle spalle di Shomurodov, con Mkhitaryan a sinistra e Perez a destra. In questo modo qui, infatti, Nicolò farebbe di fatto ancora la seconda punta, ruolo in cui ha dimostrato di trovarsi perfettamente a suo agio nelle partite in cui Mourinho ha giocato con il 3-5-2, schierandolo al fianco di Abraham. Se invece alla fine Mou dovesse propendere ancora per il 3-5-2, Zaniolo andrebbe a giostrare proprio al fianco della punta uzbeka, con Vina e Perez esterni a tuttafascia e Mkhitaryan mezzala al fianco di Cristante e Veretout.