Il tecnico ha aggiunto del Genoa: "De Rossi ha fatto un ottimo lavoro, ma il Genoa si sarebbe salvato lo stesso"
Roma-Lazio, tra cori e fumogeni: ecco l'arrivo del pullman giallorosso
Ha lasciato il timone del Genoa a De Rossi e ora cerca una nuova panchina. In un'intervista a la Gazzetta dello Sport, però, Patrick Vieira parla anche del passato e della corsa Champions in campionato. Ecco un estratto delle sue parole
Partiamo dai sorrisi: l’Arsenal campione.
"Quando abbiamo vinto, 22 anni fa, mai avrei pensato di aspettare tanto. E vi dico che Declan Rice mi somiglia: gioca per la squadra, non per sé".
Da ex bambino che tifava Psg, come finirà la finale di Champions?
"Credo che ci saranno gol, niente 1-0. Se il Psg giocherà aperto come contro il Bayern, rischierà. E io sono cambiato: tiferò Arsenal".
In Italia invece due domande in sospeso. È vero che l’Inter l’ha cercata prima di prendere Chivu?
"Non voglio dire il nome della squadra ma vi confermo: ho avuto dialoghi con alcuni club italiani importanti. Ho scelto di restare al Genoa".
È andata male, con l’addio a novembre a fondo classifica. Credeva che il Genoa si sarebbe salvato?
"Sì, senza dubbio. Ne ero convinto. Questo non toglie nulla a De Rossi, che ha fatto un ottimo lavoro. Lo ringrazio per le belle parole nei miei confronti, sono contento che il Genoa si sia salvato".
Scegli tu cosa leggere: metti Forzaroma tra le tue fonti Google
E adesso? Il futuro è in Italia o altrove?
"Senza dubbio mi piacerebbe allenare ancora in A. Non ho dato tutto, ho lasciato un lavoro in sospeso. Questa volta porterei la famiglia, anche mia figlia che a 14 anni è alta 1.79 e gioca a pallavolo in un centro di formazione della federazione francese".
A proposito, come finirà questo campionato? Chi andrà in Champions?
"Per Milan e Roma, avere 2 punti di vantaggio può essere ideale, ma non escludo la sorpresa-Como. Il derby di Torino invece per me può essere un ostacolo per la Juve".
A proposito, Mou funzionerà al Real?
"Sì, può essere l’uomo giusto, sa gestire i campioni. Io e lui non siamo sempre andati d’accordo ma col tempo ho capito che aveva ragione lui".
Che è successo?
"Mi diceva quello che non volevo sentire. Vi racconto un episodio. Marzo 2009, Man United-Inter. Io rientro da un infortunio e Mourinho mi dice: 'Mi servi titolare, giocherai 60 minuti'. Io dopo 4 minuti perdo la marcatura di Vidic, che fa gol, e all’intervallo vedo i cambi sulla lavagna: fuori io, dentro Muntari. Il giorno dopo sono andato nel suo ufficio, non aveva rispettato la promessa dei 60 minuti. E lui: 'Non hai giocato bene, devo fare il bene della squadra”' Oggi, da allenatore, dico che aveva ragione".
© RIPRODUZIONE RISERVATA