Vecchia Roma, vecchi guai. Ora nel mirino c’è Monchi

Tra i nuovi ok solo Kolarov e Pellegrini. Il mercato estivo a impatto (quasi) zero

di Redazione, @forzaroma

Cosa si possa fare sul mercato con 124,6 milioni di euro di budget a disposizione non è domanda semplice a cui rispondere, non vale per tutte le stagioni e non è materia del tutto pianificabile a priori, scrive Davide Stoppini su “La Gazzetta dello Sport“. Il tempo del calcio è il presente, ma, aspettando e sperando dalla Roma nel corso degli anni sono andati via senza vincere allenatori, dirigenti, calciatori. E allora lo stesso Monchi non si sorprenderà poi troppo nel percepire che adesso, da queste parti, nel mirino è finito lui, scrive Davide Stoppini su “La Gazzetta dello Sport“.

Il boomerang per Monchi è rappresentato dal suo stesso manifesto ideologico, da quel suo “il problema non è vendere, semmai è comprare male“. In attesa del bilancio definitivo, la Roma che mette in campo Eusebio Di Francesco è assai più simile a quella lasciata in eredità da Walter Sabatini che a quella immaginata da Monchi. Di quei 124 milioni (bonus compresi) solo 15 sono serviti per avere un impatto concreto e positivo sulla stagione della Roma: Kolarov e Pellegrini. Il resto fa rima con flop, dove flop contiene una gamma di opzioni molto ampia. Karsdorp è stato più a Villa Stuart che a Trigoria, Schick è dentro un tunnel che ora è diventato psicologico oltre che tecnico, Gonalons fa rimpiangere De Rossi, Hector Moreno ha disputato 317’ stagionali, Defrel fa ricordare con il suo numero 23 sulle spalle i milioni spesi per prelevarlo dal Sassuolo (a fronte di zero gol), Cengiz Under sembra lontanissimo dall’essere un giocatore pronto all’uso. Il tutto a fronte di un allenatore che almeno fino a due settimane fa ha fatto del turnover un punto inderogabile.

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