Vai Lopez. Ciao, Primavera «A Roma cresco bene con Zeman»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – A.Pugliese) Per ora un pezzo di storia della Roma l’ha già scritta, è il marcatore giallorosso più veloce di sempre tra i debuttanti in A (Manfredini e Mihajlovic furono più veloci, ma non erano al debutto tra i pro). Sei minuti, quelli che sono bastati a tirare fuori Zeman dalle sabbie mobili e a sottrarre il record all’amico Erik Lamela (gol al Palermo dopo 8′). Erik sarà felice lo stesso, proprio come Nico Lopez, «el conejo», il coniglio, l’uomo nuovo nelle copertine giallorosse.

 
DEDICA  Nico ieri si è goduto il giorno in famiglia, il rifugio che gli ha dato sicurezza in questi mesi, da quando papà Alejandro e mamma Monica si sono trasferite a Roma. E ha festeggiato la magia con il Catania (controllo, sombrero su Alvarez e sinistro al volo), ma senza eccessivi entusiasmi. «Sono molto felice, è un gol che dedico alla mia famiglia — ha detto Nico all’agente, Pablo Betancourt —. Zeman è molto importante nella mia crescita, mi sta trattando da giocatore importante». Già, perché il vero paradosso è che Lopez lo scorso anno giocava a intermittenza anche con la Primavera, nonostante numeri d’autore.

 
PERCORSO Sabatini lo ha strappato alla concorrenza di Fiorentina e Palermo, ma soprattutto al Nacional di Montevideo, con un blitz che suscitò le ire del Ministero degli esteri uruguaiano e l’attenzione della Fifa. Nico, sbarcato in Italia ancora minorenne, è stato «congelato» per un po’, in attesa di sviluppi. Fino a dicembre, quando al Danubio è andato un milione di dollari e Lopez ha cominciato ad allenarsi a Trigoria (contratto depositato l’11 gennaio, transfer arrivato a febbraio). Da allora con la Primavera di papà De Rossi ha giocato in tutto 14 partite (2 in Coppa Italia), di cui solo 10 dall’inizio e 5 per intero. I gol, però, sono stati subito tanti: 17, uno ogni 51 minuti (come con il Danubio, dove nella A uruguaiana aveva segnato 3 reti in 6 gare). Già, perché a dispetto di un fisico gracile, Nico ha una facilità di coordinazione e una capacità di calcio meravigliosa. «La Roma in sei mesi ci ha lavorato molto bene, ma ora Nico deve stare calmo — continua Betancourt —. Quello che fatto con il Catania può farlo tranquillamente anche giocando 10-15 minuti a partita. Se resterà? Penso di sì, ma le scelte sono di Zeman».

 
DUALISMI In estate, per valorizzarlo, si è ceduto in comproprietà (al Pescara) un altro talento, Gianluca Caprari. Nico ha ringraziato e cominciato a lavorare, rubando spazio e minuti al suo amico (e compagno di stanza) Erik Lamela, con cui condivide la passione per i videogiochi e quel posto all’ala destra. L’impressione, ora, è che Lopez sia in rialzo ed Erik in ribasso. Quasi un paradosso se si pensa che (anche) sul prestito dell’argentino richiesto da Montella naufragò a giugno il ritorno dell’Aeroplanino alla Roma. «Ma finora ci hanno capito poco tutti e due», ha detto Zeman prima del Catania, prima di tuffarsi nella polemica Juve (a cui la società comunque ha detto di soprassedere).

 
TOTTI  Se Lopez sogna, Totti è in attesa. Del gol che gli servono per agganciare Altafini e Meazza e delle condizioni della caviglia sinistra (quella della placca), uscita malconcia domenica sera con il Catania. Ieri il dolore era meno forte, ma Francesco aspetterà oggi per capire se servirà un eventuale consulto medico o no.

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