Il primo “step” sarà oggi pomeriggio contro la Salernitana. Di sicuro l’attaccante non farà tutta la partita, perché non ha ancora i novanta minuti nelle gambe
VIDEO - Balli e musica nello spogliatoio di Trigoria per Dybala e Camara
E' vero che nelle quindici finali fin qui disputate da Paulo Dybala le vittorie sono state “solo” otto, anche se una è la più importante di tutti: quella Mondiale, ma proprio per questo l’attaccante vuole accelerare, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. Al di là delle legittime ambizioni personali, Dybala sa benissimo come la finale sarà vista non solo nel Vecchio Continente, ma anche in Sudamerica. Così, via messaggi, le amichevole punzecchiate con i connazionali che militano nella squadra spagnola non mancano. Nel Siviglia, infatti, c’è una colonia argentina da non sottovalutare, e che va dal Papu Gomez a Erik Lamela, passando per Gonzalo Montiel e Lucas Ocampos, per arrivare a Marcos Acuña, che però salterà la finale per via dell’espulsione rimediata contro la Juventus. Insomma, tanti ”nazionali” all’opera, che inevitabilmente ha attirato l’attenzione dei media di oltre Atlantico. E visto che il match in Argentina sarà vivisezionato, nessuno vuole fare brutta figura, anche perché c’è una Coppa che può aprire già le porte a un’altra, cioè la Supercoppa di Europa League. Per questa ragione la Roma ha preparato un programma per Dybala che gli consenta di tornare in forma per il 31 maggio, quando la squadra giallorossa giocherà a Budapest. Il primo “step” sarà oggi pomeriggio contro la Salernitana. Di sicuro l’attaccante farà staffetta, perché non ha ancora i novanta minuti nelle gambe. Poi sarà in campo anche sabato prossimo al Franchi contro la Fiorentina, senza però farlo rischiare. . Tutto sommato, il fatto che Dybala abbia dovuto saltare 14 partite sulle 50 complessive, e sulle 36 disputate abbia giocato una media di 65 minuti a gara, lo fa sentire ancora in debito con un tifo che non ha avuto bisogno della finale di Budapest per impazzire di entusiasmo. D’altronde, nonostante tutto, l’argentino ha segnato sedici gol e fornito sette assist. Quanto basta per provare a onorare le sue antiche promesse di vincere un trofeo e portare la Roma in Champions. E farlo vincendo la Coppa sarebbe davvero una Joya.
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