Una Roma porta a porta. Alisson chiama Spalletti

Spalletti rientra nella categoria dei tecnici secondo cui i vantaggi del dualismo tra i pali sono maggiori dei rischi

di Redazione, @forzaroma

Il calcio è psicologia e personalità, forse per nessun ruolo come per quello del portiere. Prendi Szczesny e Alisson, due che la personalità sanno bene dov’è di casa. E che vivono un dualismo destinato a durare chissà quanto, perché la porta della Roma non ha un padrone assoluto.

Spalletti rientra nella categoria dei tecnici secondo cui i vantaggi del dualismo tra i pali sono maggiori dei rischi. Per convinzione e per convenienza. Perché la Roma ha speso 8 milioni di euro per Alisson, portiere della Seleçao, patrimonio che la società non può mettere da parte così, senza troppi pensieri.

Alisson è il portiere a cui la Roma ha deciso di affidare il suo futuro, quando Szczesny tornerà in Inghilterra. Qui c’è di mezzo il presente, però. Spalletti i calcoli li fa, ma a breve scadenza. Domenica è la Sampdoria, è una scelta che si ripropone, il borsino dice Alisson, che fa sapere: «Nelle ultime partite non ho giocato nella Roma – ha detto dal ritiro con la Seleçao –, ma sono tranquillo. Sto dando il massimo in allenamento, così devo fare anche quando non scendo in campo. Ovvio, mi manca il ritmo partita, ma voglio farmi trovare pronto».

La scelta del portiere contro la Sampdoria è tutt’altro che scontata. Ballottaggio aperto. E ballottaggio anche in vista dei prossimi impegni europei. Perché Alisson troverà certamente spazio in Europa League, nonostante Spalletti non abbia ancora deciso e al momento non sia dell’idea di affidare una competizione in toto a un portiere piuttosto che a un altro.

(D.Stoppini)

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