Una «spinta» al 90' premiò la Roma nel 1942

di Redazione, @forzaroma

(La Gazzetta dello Sport – M.Ancona) – Che derby, quello del gennaio 1942. La guerra va male da un pezzo.

L’Etiopia è persa da sette mesi. E gli Usa sono in guerra da uno. In Italia, tra un bombardamento e l’altro, i campionati di calcio vanno avanti. Servono a «distrarre» il popolo dalle miserie di una guerra sbagliata. L’11 gennaio di 70 anni fa allo stadio Testaccio (secondo altre fonti allo Stadio del Pnf, nello stesso luogo del futuro Flaminio) si gioca il derby. La Roma di Schaffer segna al 15′ con Amadei, in sospetto fuorigioco. Piola fa 1-1 per la Lazio al 23′. Ma il meglio deve avvenire. Segna la Lazio con Puccinelli, ma il gol è annullato.

Alla mezz’ora, per un contestato fallo di Ferri in area su Krieziu: l’arbitro Scorzoni fischia un rigore per la Roma. Dopo 10 minuti di proteste Mornese spiazza Gradella, ma la palla va sul palo. L’estremo giallorosso Masetti impreca aggrappandosi al palo alla sua sinistra. Nella ripresa, Lazio ancora in gol con Gualtieri. Ma il direttore di gara ancora una volta annulla. Il derby si decide al 90′. La difesa laziale respinge un pallone, che colpisce Pisa e torna indietro: vi si avventano il portiere Gradella, il romanista Pantò e il difensore Faotto, che — forse spinto — mette la palla nella propria rete. Ancora proteste. Inutili. Vince la Roma che a giugno festeggerà lo scudetto.

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