«Un po’ di rabbia e tanto orgoglio. Ancora primi!»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – F.Turco) Conoscendo Morgan De Sanctis, deve essersi arrabbiato parecchio quando, dopo 744’ dall’ultima volta, è stato costretto a raccogliere di nuovo il pallone in fondo alla sua rete. Otto partite dopo il gol di Biabiany a Parma, si è interrotta l’imbattibilità, così come la serie record della Roma. «Mi sarei liberato più volentieri di questo primato se avessimo portato a casa il risultato pieno — dice —. Ma prendiamo atto della prestazione soddisfacente. Peccato solo non aver concretizzato le occasioni. Tutto quello che abbiamo fatto finora è positivo: chiaro, sarebbe stato meglio vincere, ma domenica contro il Sassuolo abbiamo subito la possibilità di tornare a fare tre punti e di fortificare una classifica che ci vede ancora primi. I 31 punti fatti sono solo merito nostro, e ce li siamo conquistati sul campo».

 

 
BORDERLINE  Sull’episodio del gol, De Sanctis dimostra tutta la sua lucidità: «Dal campo pensavo fosse fallo, ma è una situazione un po’ borderline . Mantengo però la mia schiettezza e dico che ci poteva stare che l’arbitro facesse proseguire l’azione. Peccato solo non essere stati precisissimi, sia noi che gli altri. Il Torino ha fatto una prestazione gagliarda, noi siamo stati bravi a bloccare le loro ripartenze. C’è un po’ di amaro in bocca, ma questa squadra ha tantissima fame, e all’Olimpico davanti ai nostri tifosi siamo pronti a riprendere la nostra marcia».

 

EPISODIO DUBBIO  Se De Sanctis glissa le polemiche e dribbla qualunque lamentela a proposito dell’arbitraggio di Banti, Miralem Pjanic, invece, dice la sua eccome: «Di certo stavolta non abbiamo avuto l’aiuto dell’arbitro. Nel secondo tempo c’era un rigore su di me, ma evidentemente l’arbitro non l’ha visto: l’intervento di Darmian c’è stato, sono stato toccato in area e onestamente ne ho già visti fischiare di rigori del genere. Spiace perché è una partita che potevamo vincere». Il talento bosniaco, ieri avanzato nel tridente offensivo, non è soddisfatto del primo pareggio stagionale e non lo nasconde: «È stata una partita strana, giocata a ritmi bassi, che erano quelli voluti dal Torino. Noi abbiamo provato a cambiare marcia soltanto dopo il pareggio di Cerci. Peccato — aggiunge Pjanic — perché loro hanno badato soltanto a difendersi e a buttar fuori la palla, ma noi potevamo fare di più: siamo arrabbiati anche perché ormai eravamo abituati a vincere. Adesso, però, guardiamo avanti». Domenica tornerà Gervinho, che ieri ha sofferto davanti alla tv: «Triste per la serie interrotta, ma restiamo imbattuti — ha twittato —. Ora pensiamo alla partita con il Sassuolo».

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