Ultimatum a Eurnova, il Comune dà un mese prima della revoca

Lettera alla società di Parnasi per avere chiarimenti. Una causa non fermerà l’iter

di Redazione, @forzaroma

Il rinvio delle elezioni amministrative a ottobre, è una buona notizia sia per la Roma (che mantiene l’interlocutore), sia per la sindaca (in termini elettorali), scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport.

Ma ieri si è passati all’azione. Il Comune ha inviato una lettera a Eurnova, che aveva diffidato di interrompere l’iter per l’ok al progetto stadio a Tor di Valle. Ebbene, con soddisfazione della Roma, il Comune dà 30 giorni alla società di Parnasi per produrre una serie di documenti. Si legge dell’”emergere di fattori di crisi…“, si ricorda come “anche l’As Roma” debba sottoscrivere la convenzione urbanistica e si riserva l’analisi della qualifica di “soggetto proponente”. E poiché il club non firmerà il documento, la revoca è di fatto avviata. Non basta. Il Comune chiede un “percorso per la disponibilità delle aree” (pignorate e ipotecate), “l’Atto d’Obbligo sottoscritto da entrambe le parti” e “le garanzie fideiussorie“, che si dice ammontino a circa 500 milioni.

Morale: senza la Roma il vecchio progetto decade. Inoltre, se Eurnova promuovesse una causa civile al club, l’iter della revoca non sarà interrotto. Ma a Trigoria si sussurra che ci siano già stati contatti fra i vertici e il magnate Vitek, che entro il 31 marzo avrà Eurnova, pena scadenza dell’opzione. E il ceco non avrebbe voglia di agire, anche per rispetto a un’amministrazione che potrà essergli utile.

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