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La Gazzetta dello Sport

Tutto su Abraham. In serie A fatica ma in coppa incanta: Mou si affida a lui

Getty Images

In Europa l’inglese ha una media gol molto migliore. E se il Bodo non vince, domani a Sofia la Roma punta al ribaltone

Redazione

Chiamarsi Abramo può essere una responsabilità. Il suo, infatti, è un nome da condottieri, da fondatore di dinastie, mentre Tammy Abraham, per il momento, sembra essere il paradigma delle potenzialità non ancora del tutto espresse. Non nascondiamolo, a 24 anni non si può parlare di “promessa”, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. Il centravanti inglese, classe 1997, è senz’altro un calciatore strutturato, anche perché nelle coppe europee già si vedono suoi “colleghi” classe 2002 o 2003. In ogni caso l’ex Chelsea sembra avere tutto: fisico, tecnica, velocità. Al momento, pare denunciare un po’ la mancanza di quel “killer instinct” che distingue un buon attaccante da una stella. Se però fino a questo momento il suo bottino in campionato è al di sotto delle aspettative – così come lo è, peraltro, il cammino della squadra di Mourinho – in Conference League le stesse reti gli garantiscono l’assoluzione, visto che in Coppa ha segnato un gol ogni 58 minuti, mentre in Serie A uno ogni 322. Complice anche la debolezza delle avversarie in Europa Abraham ha segnato 4 reti in 5 partite giocate. Le sue “vittime” sono state proprio il Cska Sofia – avversario di domani – e lo Zorya. Nell’elenco manca (purtroppo) il Bodo Glimt, sorprendente capolista del girone. Se però i norvegesi domani dovessero fare harakiri contro gli ucraini (perdendo o pareggiando), battendo i bulgari in trasferta la Roma potrebbe operare il sorpasso proprio all’ultima giornata del girone, onorando quel pronostico “da capolista” che appariva scontato subito dopo il sorteggio di agosto. E allora a Sofia meglio calare l’asso di Coppa, Abraham. Sognando il sorpasso.