Tutti i dubbi di Francesco vicino a lasciare la Roma

Tutti i dubbi di Francesco vicino a lasciare la Roma

Il club ha proposto il ruolo di d.t. ma lui non si sente in sintonia e ha disertato i summit. “Presto saprete il mio punto di vista”

di Redazione, @forzaroma

Oggi la Gazzetta dello Sportms’interroga su come sarebbe un’altra beffa per la tifoseria giallorossa l’addio di Francesco Totti, soprattutto a pochi mesi di distanza da quello di un’altra bandiera come Daniele De Rossi. Una cosa è certa: mai dal periodo in cui subiva le lusinghe del Real Madrid l’ex capitano è stato così vicino a lasciare la Roma, rischiando d’interrompere una storia lunga 30 anni. Ed è per questo che la proprietà da parte sua  sta facendo il possibile perché tutto questo non si realizzi, anche se ieri si è trovata spiazzata dal messaggio inquietante che Totti ha lanciato via social: «In questo momento vengono dette e scritte tante parole, cercando di ipotizzare i miei pensieri e le mie scelte. A breve il mio punto di vista nella giusta sede…». Brividi per tutti, coi dubbi che crescono per un feeling con la proprietà che pare non essere mai riuscito a decollare davvero, nonostante le recenti parole di Pallotta: “Sono stato testimone di quanto stia proseguendo la maturazione di Francesco come dirigente. La sua maturità, le sue intuizioni e la sua competenza riguardo un candidato alla panchina, sono state più utili dei consigli di chiunque altro”. Ma ora c’è bisogno di un finale, prima della data del ritiro, il 29 giugno. L’offerta da parte del ceo Guido Fienga del ruolo di d.t. sembrava l’«happy end», invece le cose per il momento sono andate in maniera diversa. Totti vuole che la qualifica sia «riempita» di reale operatività, quella che è ancora mancata negli ultimi tempi.

Pur stimando professionalmente sia il nuovo allenatore Paulo Fonseca che il nuovo d.s. «in pectore» Gianluca Petrachi, Totti ritiene di non essere stato veramente coinvolto nelle scelte. Per questo, non solo aveva disertato il blitz dirigenziale di Madrid per conoscere il portoghese, ma ha detto di no anche al presidente Pallotta, che lo aveva invitato nei giorni scorsi a Londra per partecipare agli incontri che ci sono stati, tra cui quello con Fonseca. Il senso del malumore di Totti è chiaro: se mi volete, almeno sul mercato il mio parere deve contare. Detto che ieri non è mancato un colloquio telefonico con lo stesso Fienga, l’ex capitano sente il bisogno di sedersi intorno a un tavolo.

Ovvio che tutte le riflessioni per Totti passino anche dalle alternative. È noto come in Figc potrebbe trovare un ruolo, così come in passato si siano fatte vive con lui anche la Fifa e la Uefa, nonostante il modesto inglese sia un handicap. Al netto delle munifiche esibizioni che Totti può fare all’estero, non è un mistero che il Qatar potrebbe offrirgli un ruolo da testimonial per il Mondiale del 2022, magari in attesa che in un futuro indefinito ci sia un cambio di proprietà che lo riporti in giallorosso, com’è successo a Maldini col Milan e in questi giorni a Batistuta nella Fiorentina.

 

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