Tra Gagliardini e Nainggolan una sfida a (non troppa) distanza per comandare a centrocampo

L’azzurro è la chiave di Pioli, ma i rientri del belga potrebbero dare superiorità alla Roma a centrocampo

di Redazione, @forzaroma

Dalla sfida Gagliardini-Nainggolan dipende molto di Inter-Roma stasera, scrive Fabio Licari su “La Gazzetta dello Sport“. Teoricamente non è un confronto diretto, perché sullo scacchiere sarà più frequente la sfida Gagliardini-Strootman: ma Nainggolan potrebbe aggiungersi all’olandese per limitare il campo d’azione dell’azzurro. Gagliardini è la chiave di Pioli, ma i rientri di Nainggolan potrebbero dare superiorità alla Roma a centrocampo. Proprio per questo Pioli potrebbe ricorrere a un accorgimento: arretrare Perisic sulla fascia. Così potrebbe inserire Joao Mario trequartista accanto a Brozovic. Con l’effetto di infoltire la mediana e costringere Bruno Peres a restare basso, più lontano da Salah.

Molti dati statistici di Roma e Inter sono simili: stesso uso delle fasce (62% Inter, 61% Roma), baricentro medio, stessa larghezza (48 metri), stesso inizio gioco palla al piede. La differenza si vede dai lanci lunghi (7 in più della Roma a partita), nelle sponde (5 in più per i giallorossi) e nei cross (6 in più per l’Inter): si capisce che la Roma verticalizza di più, grazie alle fughe di Salah sulla fascia e al gioco da «10» arretrato di Dzeko sulla trequarti. 

C’è poi un dato che merita riflessione. Dopo il Napoli, Roma e Inter sono le squadre che tirano di più, sia in porta sia fuori. Però la Roma ha segnato 54 gol e l’Inter solo 40: non basta che sia implacabile Icardi, 15 gol su 29 tiri in porta, ben oltre la media di Dzeko (19 centri su 66 conclusioni).

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