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rassegna stampa

“Tira sempre e segna”; così è diventato Micky…italian

LaPresse

Tra i migliori dalla ripresa della Serie A, Fonseca ci ha scommesso dall’inizio. E ora spopola anche tra i bambini

Redazione

Henrikh Mkhitaryan per Fonseca, rappresenta in campo il prototipo del calciatore moderno, scrive Chiara Zucchelli su La Gazzetta dello Sport.

Può giocare esterno o centrale, falso nove o seconda punta, può fare il regista e, all’occorrenza, "anche il difensore", ha detto una volta scherzando il tecnico portoghese. Stasera tornerà dal 1’, lui che dalla ripartenza del campionato è stato uno dei più positivi.

E questo non si vede solo in campo, ma anche sui social e tra i tifosi, dove partita dopo partita Micky conquista sempre più spazio. Nel 2020, dopo il problema alla coscia, non si è più fermato, con cinque gol e tre assist in nove partite di A. Su Instagram è il romanista con più seguaci (2,7 milioni di follower), le sue maglie soprattutto all’estero sono sempre tra le più vendute, i bambini lo adorano, anche se non tutti sanno pronunciare il suo nome. Per qualcuno è Micky, facile, semplice, intuitivo.

Ma c’è anche chi lo ha soprannominato, non si sa né se né quanto volutamente, Micki Italian. Tra le bambine e i bambini che stanno facendo il centro estivo della Roma al Tre Fontane, Mkhitaryan è uno dei nomi più gettonati, insieme a Dzeko, Zaniolo e Pellegrini. Basta parlare con uno di loro per capire come mai l’armeno piaccia così tanto: "Perché tira sempre e fa gol". Una frase tanto banale, in apparenza, quanto concreta.