Tecnici giochisti, attaccanti stellari: proprio un derby da non perdere

Tecnici giochisti, attaccanti stellari: proprio un derby da non perdere

Lazio e Roma ispirate dalla stessa filosofia. Tra Immobile e Dzeko un duello da 88 reti, Lazzari-Kolarov sulla fascia da scintille

di Redazione, @forzaroma

Non è mai accaduto in campionato che il derby capitale finisse in vetrina così presto. Ma questa Lazio e questa Roma sono comunque già pronte a regalare spettacolo. Magari la Roma avrebbe voluto un po’ più avanti la sfida che vale, da questa parti davvero, un bel pezzo di stagione, scrive Fabio Bianchi su “La Gazzetta dello Sport”. Immaginate due aziende. Da una parte un’impresa quasi di famiglia, solida, ben avviata, che dà risultati e garanzie. Dall’altra, un’industria ambiziosa che nell’ultimo anno ha raccolto poco e ha deciso per la totale ristrutturazione. Via i due simboli del marchio, nuovi “cervelli” e un nuovo amministratore delegato, che arriva con le sue idee senza alcuna intenzione di cedere a compromessi.

Immobile e Dzeko guidano le bande dei gol. Guarda un po’, arrivano al derby con un bottino romano in netta parità: 88 gol a testa con la Lazio e con la Roma, tra campionato e coppe. Ciro è stato implacabile nelle sfide precedenti: 3 delle ultime 5 reti (2 su rigore) nei derby le ha segnate lui. Il bosniaco l’anno scorso è rimasto a secco. Sono partiti entrambi alla grande. Entrambi poi godono di partner altrettanto in palla. Under e Correa pare abbiamo deciso di diventare grandi. E campioni. Aiutati da un gioco che li esalta. E qui entrano in ballo i tecnici.

Il trasformista e l’integralista: potremmo definirli così. Simone Inzaghi, l’uomo di famiglia, è cresciuto dentro l’azienda e ora ha una padronanza assoluta del prodotto. Tanto che riesce a far coesistere tutti i galli nello stesso pollaio. Si adatta all’avversario e soprattutto alle caratteristiche dei suoi giocatori: le ripartenze veloci sono l’asso nella manica. Fonseca no. Lui non vuole l’etichetta di integralista, e forse non lo è in assoluto, ma la sua filosofia è una e resta fedele alla linea: comando assoluto del gioco, pressing alto e possesso palla. Fonseca dovrà cercare di chiudere quegli spazi dove Luis Alberto si infila come un coltello nel burro. E magari alternare i laterali nella salita per evitare di essere troppo sbilanciato. Vedremo a quali antidoti ha pensato.

E a proposito di laterali, la sfida Lazzari-Kolarov è la novità più interessante. Saranno scintille da quelle parti. L’ex Spal ha portato vivacità e forza al gioco della Lazio. Il serbo nella nuova filosofia si trova a meraviglia e ha già il piede caldo

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