Tanti Cagliari per Di Francesco il trasformista

Il tecnico a Roma per la prima volta da avversario

di Redazione, @forzaroma

Ha cominciato la sua carriera in panchina da un 4-2-3-1, con il Lanciano. Ha costruito il grosso della propria credibilità tecnico-tattica con il 4-3-3 del Sassuolo, che conosceva già molto bene da giocatore. Ha vissuto la notte più gloriosa sorprendendo il Barcellona con la sua Roma schierata con un 3-4-1-2 molto aggressivo. E nella sua lunga esperienza ha flirtato anche con il 3-5-2, con il 4-4-2, con il 3-4-3. Eusebio Di Francesco viene definito allievo di Zeman. Lo è nei principi, senza dubbio, ma non è mai stato un allenatore ostinatamente dogmatico come il suo ispiratore boemo. Il tecnico del Cagliari, scrive Alex Frosio su “La Gazzetta dello Sport“, ha cambiato e continuerà a cambiare, tenendo fede proprio a quello che scriveva nella sua tesi: “Un allenatore deve avere la capacità di modulare le proprie scelte in base alle capacità e alle caratteristiche tecniche, tattiche e psicologiche dei calciatori a disposizione“. In Sardegna ha fatto così: partito dal suo 4-3-3, ha presto virato su un 4-2-3-1 più funzionale ai giocatori, e ultimamente ha aggiunto il 3-5-2. L’ingrediente fondamentale però non è la sistemazione in campo: sono i principi. DiFra vuole un calcio verticale e aggressivo, a prescindere dal modulo. Finora il suo Cagliari non lo è stato. Così si comportò invece la Roma di Champions 2018: straordinariamente aggressiva e mobile, con Nainggolan incursore. Per DiFra sarà un’emozione tornare in quel teatro: sarà la prima volta da avversario, anche prima non ci ha mai vinto. La stessa idea di allora potrebbe aiutare.

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