Stadio: botta e risposta Raggi-Regione. E il sì slitta al 2021

Rimpallo di responsabilità fra amministrazioni I Friedkin tra l’ok al bilancio e la scelta del d.s.

di Redazione, @forzaroma

Una valanga di numeri, una valanga di polemiche. Le sei relazioni economico-finanziarie rese pubbliche ieri dalla Roma hanno dato materiale per andare a caccia di curiosità, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport.

Sarebbe interessante spulciare i 5 milioni chiesti dall’ex d.s. Petrachi (prima udienza il 4 novembre) o i 7 ancora reclamati da Batistuta per antiche pendenze, così come notare i 4 milioni di procura dati a Mino Raiola o la transazione da circa 1,3 milioni dell’ex vice presidente Mauro Baldissoni.

Ma tutti questi dati, alla fine, sono stati cannibalizzati dal nuovo contenzioso che ieri si è aperto tra il Comune e la Regione sul fronte nuovo stadio della Roma, la cui approvazione difficilmente arriverà prima del prossimo anno.

Il botta e risposta è stato innescato dalla sindaca Raggi, che ieri, alla presentazione del progetto Flaminio, ha detto: “Gli atti con Città Metropolitana sono pronti e li firmerò a breve. Attendiamo la firma da parte della Regione”.

Un rimbalzo di responsabilità con la Regione che non è stato gradito, tanto che è arrivata una risposta tagliente: “In merito alle affermazioni del sindaco Raggi sulla variante urbanistica relativa al progetto dello stadio della Roma, si precisa che la Regione Lazio, come da corrispondenza fra gli Uffici di Roma Capitale e le strutture regionali competenti datata 5 agosto 2020, ha sottolineato come non sussistessero ancora le condizioni per arrivare ad un accordo che potesse essere votato dalla giunta regionale e che ci fosse la necessità di approfondimenti tecnici da elaborare in sede congiunta. Alla richiesta di agosto della Regione non è mai seguita una risposta ufficiale da parte di Roma Capitale“. Come dire, siete voi che avete la pratica incagliata.

Finita? Macché. Nel pomeriggio è il Comune a ribattere. “La Regione confonde lo schema di accordo di collaborazione con l’approvazione della Convenzione Urbanistica”.

Insomma, con le elezioni che si avvicinano, la polemica è bollente. Intanto i Friedkin, alle prese con la scelta del d.s. (Emenalo in pole), restano contatto con l’architetto dello stadio Dan Meis, anche per ripensare certi aspetti. L’impressione è che la Roma, in tempi di Covid, forse abbia un po’ alzato il piede dall’acceleratore.

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