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Se il mondo è incantato dalle giocate di Francesco Totti, Spalletti prova a evidenziare altro. Eccone un esempio. «Col Giurgiu, la punizione del raddoppio è nata da Iturbe che ha preso una punizione importante, ma non viene menzionato da nessuna parte per aver saltato l’avversario e aver preso un colpo. Non viene dato valore agli altri per le stesse situazioni che gli altri poi sviluppano e che sono altrettanto importanti per il resto della squadra».
«Ci sono dei numeri che non conoscete - prosegue l'allenatore della Roma -, ma che danno una risultanza importante sull’equilibrio della squadra: i raddoppi di marcatura, la chiusura delle linee di passaggio. Io invece li conosco e devo tenerne conto di tutti. Forse, per fare una sintesi, è che molti non sanno cosa succede dove non c’è la palla, da cui tutti si viene attratti, voi più di me». Spalletti invece lo sa e per questo è probabile che Totti stasera parta dalla panchina, scrive Massimo Cecchini su "La Gazzetta dello Sport". «Si passa dal fatto che a giugno volevate fargli fare il tour dell’ultima partita in tutti gli stadi, mentre adesso siamo a chiederne poi la riconferma da titolare in una partita importante. Se si stesse a metà e si ragionasse un po’ più tranquillamente e con più equilibrio si troverebbe una soluzione a tutto, come io cerco di trovare».
Possibile che stasera contro l'Inter si privilegi il tridente leggero, quindi con Dzeko in panchina, mentre vivono i ballottaggi fra De Rossi e Paredes e forse anche quello tra Bruno Peres e Florenzi. Una cosa è certa: Spalletti gradirebbe che l’Inter fosse aggressiva. «Preferisco una squadra che mi venga ad attaccare: se sono bravo gestisco la palla e ho molto spazio dietro la linea difensiva. Dipenderà dalla loro intensità e dalla nostra velocità nel trovare idee di continuo. L’Inter, d’altronde, è una squadra forte, come la Roma. Prima o poi farà vedere tutto il suo valore, quindi c’è da stare all’erta».
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