Si gioca o no? Società alla resa dei conti

Presidenti oggi riuniti per valutare le possibilità di ripresa. Posizioni distanti con l’Aic sullo stop ai pagamenti

di Redazione, @forzaroma

Stipendi e calendari, calendari e stipendi: gli argomenti si incrociano e oggi saranno affrontati nell’assemblea video della Lega di A. L’ordine del giorno mette nero su bianco i temi di discussione: «Aggiornamento scenari calendario 2019-2010» e «Ipotesi accordo collettivo AIC-Lega A», lo scrive La Gazzetta dello Sport. Dopo la discesa in campo dell’Uefa, la questione ripresa dei campionati torna prioritaria. Il governo intanto ha prorogato il divieto di allenamento fino al 13 aprile, dal giorno dopo potrà essere possibile riprendere il lavoro di preparazione. Anche se resta possibile un secondo periodo di stop forzato fino a inizio maggio, a meno che per i professionisti non intervenga una deroga. Andrebbero in ogni caso considerate almeno 3-4 settimane di preparazione. Oltre ai necessari controlli c’è chi ipotizza un maxi ritiro.

A dettare effettivamente i tempi però sarà l’emergenza sanitaria, nient’altro. Tra l’ipotesi di ripresa più ottimistiche lo start del campionato sarebbe verso fine maggio (20, 24 o 31) le più realistiche a inizio giugno (week-end del 6-7), le peggiori alla fine. In ogni caso il limite temporale del 30 giugno verrà sforato, in maniera più o meno netta. Ed è su questo fronte che i pareri si dividono: riemettere in moto il movimento riporterebbe nelle casse dei club i soldi degli sponsor e delle televisioni, non quelli del botteghino visto che le porte degli stadi rimarranno chiuse probabilmente fino a fine stagione. E ovviamente restano gli interessi di classifica. Servirebbero una serie di proroghe e permessi da ottenere in tempi stretti da Figc e Fifa, e le stesse date del mercato dovrebbero essere rimodulate.

Il taglio degli stipendi per i club è una misura che deve riguardare tutto il periodo di inattività, quindi oltre alle ultime tre settimane di marzo, andrebbero considerate almeno anche le prime due di aprile. Poi, in base a quanto stabiliranno i decreti ministeriali, si potrà prolungare l’azione o meno. L’Aic limita lo stop ai versamenti a un mese soltanto. Posizioni inconciliabili: l’idea di un’intesa da presentare ai presidenti è naufragata. In linea teorica senza una giustificata motivazione ai mancati versamenti, i giocatori potrebbero procedere con la messa in mora del club o richiedere lo svincolo gratuito. 

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