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Shevchenko, 100% Genoa. E’ “blindato” a Pegli per conoscere il mondo rossoblù

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Lavoro sul campo e tanti colloqui singoli: il tecnico praticamente vive nel centro sportivo in vista del debutto con la Roma

Redazione

È Shevamania. Passano a gruppetti, tutti i giorni, nel caruggio di via Antica Romana di Pegli, che divide villa Rostan, quartier generale del Genoa, dai campi di allenamento, scrive Filippo Grimaldi su La Gazzetta dello Sport. Si fermano e fanno sentire a gran voce il loro incitamento per Shevchenko. Che vive qui. Otto, dieci ore al giorno a Pegli. Il nuovo tecnico del Grifone si presenta alla carraia del centro sportivo di prima mattina e lascia il campo quando ormai è buio. Concentrazione totale sulla squadra: lui, Tassotti e gli altri collaboratori, focalizzati com’era prevedibile sul debutto assoluto del Pallone d’oro 2004 su una panchina di Serie A. Se all’inizio della sua avventura questa prima volta contro la Roma di Mourinho si annunciava complicata, adesso diventa però qualcosa di molto più ostico. Non un ostacolo insormontabile, ma durissimo, questo sì, e Sheva ne è cosciente. Il motivo? Squisitamente tecnico. Perché all’elenco dei sei indisponibili rossoblù si sono aggiunti martedì due pezzi da novanta come Criscito (imprescindibile in questo gruppo, per carisma, gol e rendimento) e Caicedo, il quale a Empoli prima della sosta aveva dato convincenti segnali di rinascita. Finalmente. Niente da fare: gli assenti contro i giallorossi saranno otto, e questo complica maledettamente le cose all’ucraino. Che, infatti, è apparso negli ultimi due giorni un po’ preoccupato, perché la situazione infortunati è a dir poco drammatica e aumenta il tasso di difficoltà già alto delle sfide in programma da qui a Natale. E la rosa extralarge del Genoa, oltre trenta elementi, non rappresenta un aiuto in questo senso. Sheva è riservato e concentrato. Sta analizzando in questi giorni l’avversario, ma più ancora lavora sui suoi giocatori. La tattica, ma non solo. Fa colloqui continui, anche sul piano individuale e durante gli allenamenti. Questo Genoa va recuperato sul piano mentale, innanzitutto, e Sheva sa bene quanto l’aspetto mentale conti in assoluto nel rendimento sul campo.