Serie A, una corsa contro il tempo: ecco il nuovo protocollo, ora tocca a Lega e Governo

Serie A, una corsa contro il tempo: ecco il nuovo protocollo, ora tocca a Lega e Governo

Tanti i dubbi, dalla responsabilità dei medici sociali alla quarantena obbligatoria. E resta in gioco la variabile Conte

di Redazione, @forzaroma

Il muro è alto ma bisogna provare a scavalcarlo. La linea del presidente federale Gabriele Gravina non cambia. Anche ieri, negli uffici della Federcalcio, si è lavorato su questa lunghezza d’onda: rispondere con il massimo rigore alla necessità di correggere il protocollo nella direzione dei punti indicati dal Comitato tecnico-scientifico del governo. Come scrive Piccioni su La Gazzetta dello Sport, la mail con il nuovo documento sarà spedita questa mattina al ministero dello Sport.

Il nuovo protocollo non serve soltanto ad aderire all’input degli scienziati, trasformato in passaggio tassativo dal ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ma anche a fornire le indicazioni ai club e soprattutto ai loro medici sociali, che avranno responsabilità dirette. Ma la responsabilità penale, questa è la lettura della Federcalcio, resta quella del datore di lavoro, cioè del club. Tuttavia i dubbi fra i medici restano. Resta poi la questione della positività e della quarantena di due settimane, questa volta obbligatoria, per tutti i contatti ravvicinati. Il tema della quarantena obbligatoria è una condizione che sarebbe anche oggetto delle preoccupazioni dell’Uefa visti gli impegni internazionali delle squadre italiane.

La variabile Conte è quella che manca alla scena. L’annuncio della scorsa settimana, accompagnato peraltro da una serie di prese di posizione della politica tutte pro ripartenza, aveva fatto crescere le possibilità di una ripresa del campionato. Anche in ragione di quanto sta succedendo all’estero fra Bundesliga, Premier e Liga. Ora, però, il muro sembra tornato decisamente molto alto. Ep roprio l’orientamento del presidente del Consiglio potrebbe aprire altre crepe e o prendere atto della sua invalicabilità.

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