Serie A, allenamenti a metà: sì al lavoro in gruppi e col pallone, ma niente partitelle

Serie A, allenamenti a metà: sì al lavoro in gruppi e col pallone, ma niente partitelle

Trattative per un nuovo protocollo. A Parma due in isolamento: prima positivi, poi negativi al tampone

di Redazione, @forzaroma

Da una parte la frenata del premier Conte sulla ripartenza del calcio. Dall’altra la sorprendente “resurrezione” del protocollo per gli allenamenti collettivi. Dato in agonia giovedì sera, quando club e calciatori avevano fatto fuori il ritiro blindato rinviandolo a data da destinarsi, nelle ultime ore ha trovato ossigeno, riporta “La Gazzetta dello Sport”. Le parole di apertura del ministro Spadafora erano state una spia dell’esistenza di un varco in un muro che sembrava invalicabile. Ieri, le diplomazie, politiche e calcistiche, hanno ripreso a lavorare. Figc e Lega stanno aggiornando la proposta che è stata anticipata al governo.

Da domani cambierà poco o nulla nella preparazione delle squadre di serie A. Scomparirà la “forma individuale” degli allenamenti. Ma schemi e partitelle resteranno ancora vietati. Saranno possibili esercizi in piccoli gruppi, a quanto sembra anche con il pallone, ma rispettando il famoso distanziamento, che per l’attività sportiva è fissato sempre in 2 metri. Il dpcm approvato ricorda come condizione “il rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse”.

Oggi è in programma un punto Figc-Lega serie A. Ci si muove su una proposta che può essere semplificata così: niente ritiro blindato, ma tamponi e test sierologici in più per monitorare la “negativizzazione” di tutto il gruppo.

In una prima fase il problema sarà quello del “conquistare” gli allenamenti collettivi. In una seconda, invece, come minimo fra una settimana, si potrà parlare della possibilità di ridurre la “quarantena automatica” per i contatti ravvicinati, il provvedimento che tiene sotto scacco tutta la ripartenza.

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