SEI MAGICA Gol, vittoria e abbracci.Che festa all’Olimpico

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – M.Calabresi/F.Oddi) Nove è il numero di vittorie in altrettante partite estive, non ancora il voto in pagella per la prima Roma all’Olimpico: quello se lo prendono i 35mila sugli spalti, la squadra è andata a strappi, nonostante il 3-0 possa dire altro. Tante prove di calcio verticale, di sovrapposizioni e difesa alta. Qualcuna riuscita, qualcuna meno. Per una sera, tutto concesso: «Il campionato è diverso dalla preparazione — dice Zeman —. Sono contento del lavoro e del comportamento dei ragazzi». È fiducioso, il boemo, e pure soddisfatto dei suoi centrali di difesa: «Mi aspetto solo Marquinhos, visto che anche Romagnoli può crescere».

 
BOMBER D’ESTATE Ma Zeman può stare tranquillo anche davanti: Pablo Daniel Osvaldo continua a vedere la porta e, con quello di ieri, è arrivato a otto gol sui 43 totali del precampionato. «Ma davanti può giocare chiunque — spiega l’attaccante —. Siamo tutti allo stesso livello, a parte Totti, che è un po’ più su. Il mio futuro? Ma dove vado, io sto bene qua. E Zeman è sempre uguale, il numero uno».

 
TUTTI STUPITI A Osvaldo, come a tutta la Roma, il pubblico ha riservato un’accoglienza oltre le aspettative. La curva Nord era chiusa: unico motivo per cui, in quel settore, c’era meno gente rispetto a Lazio-Malmoe. Pieno il resto dello stadio «agibile» (Monte Mario chiusa per lavori). Tutti impressionati, compreso Castan che in Brasile era abituato a palcoscenici simili: «Avevo sentito parlare di questa tifoseria, ed è come me l’aspettavo — ammette —. Speriamo di toglierci qualche soddisfazione. Con Burdisso c’è intesa, parliamo molto: lui, poi, è un giocatore di grande qualità».

Accanto ai centrali, anche Federico Balzaretti, meno imbarazzato di Piris quando si è trattato di spingere sulla fascia: «Continuiamo a crescere in vista delle partite che contano, ma più di qualcosa di buono si è già visto. L’obiettivo è giocare bene e divertirci, anche perché se i tifosi riescono a riempire uno stadio il 19 agosto, noi abbiamo delle responsabilità nei loro confronti». Chiaro, no?

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