Sei gare senza vittorie: Di Francesco, istruzioni per guarire il Cagliari

Quattro pareggi e due ko: la squadra sarda è ancora un’incompiuta

di Redazione, @forzaroma

Il Cagliari che faceva pensare di sognare si è visto soltanto contro Torino e Crotone, quando sono arrivate due vittorie di fila. Poi la brillantezza si è persa, Sottil e Zappa, cursori di fascia, giovani e di gamba, hanno smarrito un po’ la vena, il Covid ha levato alcuni uomini importanti, Nandez su tutti, e la spinta è venuta a mancare. Non si poteva pretendere di battere Juve e Inter, ma lo Spezia in casa e il Parma fuori dovevano essere affrontati con altro spirito, con l’idea di dominare l’avversario e metterlo alle corde come è successo solo nella ripresa a Verona, scrive Francesco Velluzzi su “La Gazzetta dello Sport”.

Ora si è inceppato anche l’attacco. Gli ultimi gol firmati dalle punte sono stati quelli realizzati nella partita in casa con lo Spezia, il 29 novembre. Preoccupa l’astinenza del Cholito Simeone, mentre Cerri non ha ben sfruttato la chance di Parma. Joao Pedro è un po’ in riserva e Pavoletti non vede palle buone per sfruttare la sua abilità di testa.

La nota più lieta della domenica è Charalampos Lykogiannis. Con l’Udinese ha fatto il bis su punizione. Il piedino di Babis, che ha come idolo il Garth Bale che stava al Tottenham, è molto caldo. Ma quel che stupisce è che il terzino sinistro è indispensabile. Prima aveva qualche amnesia difensiva, ora è molto più attento e sempre concentrato. La fisicità lo aiuta, ma con le ali molto rapide faticava tanto. Di Francesco ha lavorato duro su di lui e gli ha dato molta fiducia.

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