Scouting, film e reality game. Ecco la vita di Totti fuori da Trigoria

Sono passati 520 giorni da quando lo storico capitano giallorosso salutava, non senza amarezze e polemiche, la Roma

di Redazione, @forzaroma

Il lancio della nuova agenzia di scouting, un reality game, tante partite di calcio a 8. E poi la perdita di un orologio a cui era legatissimo, la scomparsa del papà Enzo, il lancio del suo documentario e la lotta al Covid: questi sono stati i 520 giorni di Francesco Totti senza la Roma, scrive Chiara Zucchelli su La Gazzetta dello Sport.

Era il 17 giugno del 2019 quando lo storico capitano giallorosso salutava, non senza amarezze e polemiche, quella che era stata la sua fedele compagna di vita per trent’anni. Le cronache – non ufficiali – raccontano che nei primi giorni Totti non fosse così spaesato dall’addio alla Roma, complici le lunghe vacanze tra Ibiza e Sabaudia. Il difficile è arrivato a settembre, quando è ricominciata la stagione, e si è reso conto che i colori giallorossi appartenevano ormai al passato, se non per qualche incursione fuori Trigoria per accompagnare il figlio Cristian all’allenamento.

In questi mesi Totti ha preso confidenza con i social, ha studiato inglese, ha lanciato la sua agenzia di scouting mettendoci, oltre alle risorse economiche, il nome e un ufficio ultramoderno nel cuore dell’Eur. Ha fondato la «CT10» e la «IT Scouting», inserendo gli amici di una vita come Candela e Aldair e scegliendo giovani promettenti in Italia e all’estero.

Con la moglie Ilary accanto (che in questi mesi gli è stata più vicino del solito avendo preso una pausa dalla televisione), si è poi dedicato anche ad un po’ di divertimento sotto i riflettori: ha partecipato al game reality di Amazon “Celebrity Hunted”, ha seguito la fiction tratta dal suo libro che vedrà Pietro Castellitto nei suoi panni e, soprattutto, ha lavorato con il regista Alex Infascelli al docufilm “Mi chiamo Francesco Totti“.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy