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La Gazzetta dello Sport

Roma, un gol per volta

Getty Images

Le vittorie di “corto muso” sono già 10: cade anche un Vitesse sciupone. Difesa giallorossa ancora blindata. Scossa Mou nella ripresa

Redazione

Se il “corto muso” diventerà il marchio del calcio del terzo millennio, la Roma sta già diventando regina della tendenza, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. Per la decima volta in stagione vince con un solo gol di scarto, senza contare che gli ultimi tre successi sono stati tutti per 1-0. Così anche in Olanda, contro un Vitesse organizzato ma sciupone, “esporta” questa forma di made in Italy che consente ai giallorossi di mettere un piede ai quarti di finale. Merito di una vittoria faticosa, ma santificata dalla rete di Oliveira che finisce poi espulso per somma di ammonizioni, alzando il tasso di barricate nel finale. Singolare per una squadra che, con 19 reti, è quella che ha segnato più di chiunque nella Conference. Di sicuro aveva ragione Mourinho a lamentarsi del campo, terribile persino per i Dilettanti, e questo forse non ha agevolato i giallorossi, più tecnici dei rivali, ma un dato di nuovo “alla corto muso” può rasserenare tutti: è la quindicesima gara stagionale in cui la Roma non subisce reti. Nonostante avesse detto il contrario, Mou cambia mezza squadra rispetto alla gara contro l’Atalanta. In avvio, però, l’esito non è certo dei più brillanti. I giallorossi sono schiacciati dietro, con Maitland-Niles e Vina incapaci di appoggiare l’azione offensiva che latiterà del tutto per una quarantina di minuti. In mediana, Mkhitaryan è l’unico che prova ad uscire dalla tonnara dove Oliveira rimane impigliato, mentre Veretout in pratica funge da difensore aggiunto. Morale: palle per Zaniolo e Abraham zero. Merito anche di un buon Vitesse che, pur senza fini dicitori, organizza un 3-5-2 con un pressing molto alto. A pochi secondi dal fischio di fine primo tempo, però, Sergo Oliveira pesca il jolly e porta in vantaggio la Roma.  Dopo una strigliatina nell’intervallo, Mourinho rivolta la squadra, inserendo Karsdorp, Cristante ed El Shaarawy. La mossa dà i suoi effetti perché il Vitesse, pur continuando a premere, forse per stanchezza non è più tambureggiante. Ne consegue che Rui Patricio deve intervenire due volte solo su Doekhi in mischia e su un colpo di testa di Grbic nel finale. L’ingresso di Pellegrini per Zaniolo contribuisce a congelare ulteriormente il match. Anzi, la Roma un paio di volte sfiora anche il raddoppio con Abraham, che non sfrutta al meglio un “regalo” di Rasmussen, e con Mancini, il cui colpo di testa su cross di Pellegrini finisce alto di poco.