Roma, tra Fonseca e Dzeko serve un tavolo della pace

Oggi possibile confronto, Pinto deve risolvere la questione dei rapporti tra i due. La fascia di capitano può essere decisiva

di Redazione, @forzaroma

E adesso urge la pace. Il prima possibile, magari già a partire dalla giornata di oggi, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport. O almeno un armistizio, che consenta a Paulo Fonseca ed Edin Dzeko di andare avanti insieme almeno fino al prossimo mese di giugno. Poi, inevitabilmente, si cambierà, in un senso o nell’altro. A lasciare la Roma sarà o il centravanti bosniaco o l’allenatore portoghese. Molto dipenderà dai risultati e da questa seconda parte di stagione. Con due postille: se Fonseca dovesse centrare la Champions League avrebbe in automatico il rinnovo del contratto per un altro anno, se invece dovesse lasciare la Roma nelle mani di Massimiliano Allegri il futuro di Dzeko cambierebbe di colpo. Rumours di mercato, infatti, fanno sapere come il tecnico livornese abbia indicato nella permanenza del bosniaco una delle condizioni per poter eventualmente accettare l’idea di allenare la Roma a partire dalla prossima stagione.

Fino a giugno, però, bisogna arrivarci. E anche nelle migliori condizioni possibili. Allora toccherà soprattutto a Tiago Pinto fare da paciere, trovare il modo di ricomporre i pezzi del puzzle e mettere Fonseca e Dzeko davanti alle proprie responsabilità.

Questa mattina, ore 11, la Roma torna ad allenarsi. E già qui si potrà capire se il vento è cambiato rispetto agli ultimi dieci giorni. Nel senso che se Dzeko riprenderà ad allenarsi con il gruppo, allora già questo sarà di per sé un segnale importante. Poi ci potrebbe essere, appunto, l’atteso chiarimento tra il centravanti, l’allenatore e il general manager. Già oggi, o magari un po’ più in la. 

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