Roma, ruggiti dell’altro mondo

I migliori tra i giallorossi sono stati i «sopportati»: Gervinho, premiato a fine gara come man of the match, Maicon, Cole e De Sanctis

di Redazione, @forzaroma

In attesa dei nuovi acquisti che serviranno a rinforzare la rosa a disposizione di Garcia, c’è una Roma «vecchia» che contro il Real Madrid ha dimostrato di funzionare bene, forse anche più di quanto ci si potesse aspettare, con alcuni calciatori che potrebbero costringere il d.s. Sabatini a rivedere alcune strategie di mercato. E se è vero che il calcio estivo conta poco e niente, è altrettanto vero che a Melbourne, contro Cristiano Ronaldo e Bale, i migliori tra i giallorossi sono stati i «sopportati»: Gervinho, premiato a fine gara come man of the match, Maicon, Cole e De Sanctis.

 

Dei primi tre la società giallorossa si libererebbe molto volentieri sia per monetizzare (la cessione, poi saltata, di Gervinho all’Al-Jazira avrebbe portato 14 milioni di euro), sia per diminuire il monte ingaggi visti gli stipendi ingombranti (Cole e Maicon insieme peseranno fino a giugno per 10 milioni di euro lordi). Riguardo al portiere, autore ieri di un paio di interventi determinanti, si sta cercando un titolare che possa dare garanzie che durino nel tempo. De Sanctis, infatti, nella passata stagione ha avuto più di un passaggio a vuoto (che gli è stato ricordato scherzosamente anche dai baby tifosi presenti a Pinzolo), ma ha finito il campionato in crescendo.

 

Quella appena cominciata sarà la sua ultima stagione e la Roma si trova davanti ad un bivio: prendere un titolare e relegarlo al ruolo di secondo oppure optare per una soluzione-ponte, con un portiere (Romero) che parta alla pari per giocarsi il posto? Sabatini, rivista la partita, farà le sue valutazioni: su Morgan e sugli altri. E non sarebbe la prima volta nella storia del calcio (e della Roma, basti ricordare quello che capitò con Vincent Candela l’anno prima dello scudetto) che calciatori che sembravano destinati ad andare via, si sono poi rivelati determinanti.

 

Se dipendesse da Garcia, ad esempio, Gervinho resterebbe a Trigoria senza se e senza ma. «Nel primo tempo – le parole del tecnico francese – è stato il nostro attaccante più pericoloso. Ha fatto 18 mesi di altissimo livello alla Roma, dopo ha pagato i Mondiali e la Coppa d’Africa perché non è tornato bene a gennaio dopo la vittoria della Costa d’Avorio. Resta un attaccante di altissimo profilo, importante per noi. Doveva tornare il 13 luglio con tutti i nazionali, ma ha voluto anticipare per stare con tutto il gruppo e fare il ritiro di Pinzolo, questo dimostra la sua motivazione». Un messaggio chiaro e tondo alla società: se Gervinho dovesse essere venduto non sarà perché è stato il tecnico a chiederlo. Quello che forse nemmeno Garcia si aspettava, sono state le prestazioni di Maicon e Cole. «Sono due casi differenti, prima di tutto sono due grandi campioni che hanno un palmares fantastico. Maicon l’anno scorso è stato infortunato a lungo, adesso sembra stare molto meglio, ha fatto la preparazione e si sta allenando bene. Ashley mi è piaciuto nel suo ruolo, abbiamo ritrovato il grande Cole, quello di Manchester dello scorso anno. La palla è nel suo campo, se mantiene questo livello tornerà grande».

 

Grande vuole diventare anche Manuel Iturbe, entrato nel secondo tempo e quinto rigorista. «Mi è piaciuto prendermi questa responsabilità contro il Real Madrid, sapevo che se avessi sbagliato saremmo andati a casa. Quello che conta è arrivare al massimo della forma per l’inizio del campionato». In avanti la concorrenza è tanta, e se arrivasse Salah sarebbe ancora di più. «È positivo che ci sia concorrenza – dice l’argentino – perché ci sarà bisogno di tutti. Le altre squadre si stanno rinforzando e non sarà facile. Iago Falque? È stato bravo e spero che faccia una grande stagione, io devo stare tranquillo, conosco i compagni e penso che farò bene».

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