Roma, Perotti balla tra tango e Barça

L’argentino della Roma domani sfiderà la Spagna con la Seleccion argentina: è il reludio alla sfida di della prossima settimana con il Barcellona

di Redazione, @forzaroma

Il 22 novembre scorso, quando mise piede per la prima volta nel Wanda Metropolitano, non andò proprio tutto male. Nel senso che è vero, la sua Roma uscì sconfitta per 2-0 al cospetto dell’Atletico Madrid, ma se ci fu un giocatore tra i giallorossi che fece bella figura fu proprio Diego Perotti. Domani sera tornerà proprio lì, nel nuovo stadio madrileno. La Spagna nel destino, dunque. E forse non poteva che essere così, visto che proprio qui Perotti ha lanciato la sua carriera da professionista. A Siviglia, per mano di quel Monchi che ora gli ha rinnovato il contratto fino al 2021 e che all’epoca (era il 2007) lo scelse per la squadra B, la filial. Come riporta l’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport”, Perotti il Barcellona lo ha già incontrato sei volte (raccogliendo due vittorie, un pareggio e tre sconfitte).”Con l’Italia è stata una buona partita, dove mi è piaciuto l’atteggiamento e l’entusiasmo dei ragazzi che hanno debuttato”, ha detto venerdì.
Non lui, che in Nazionale aveva debuttato addirittura il 14 novembre 2009, guarda caso proprio contro la Spagna e proprio a Madrid, anche se al Vicente Calderon, il vecchio stadio dell’Atletico, quello che fino allo scorso anno ne ha scritto un pezzo di storia. Coincidenze? Forse, anche se Diego crede che sia più il destino. Riaffacciatosi in nazionale lo scorso novembre dopo una pausa di sei anni, adesso vuole metterci tutto se stesso per realizzare un sogno, quello del Mondiale. “Mi godo il momento, so che non sarà facile arrivarci perché ci sono tanti giocatori forti – ha detto giorni fa al Clarin – Ma combatterò fino alla fine per esserci, di certo non sprecherò l’occasione di queste due amichevoli”. La prima se l’è già giocata bene, ora punta sulla seconda.
Il dubbio, però, nasce naturale. Dybala e Icardi fuori, Perotti dentro.Dov’è, in caso, l’errore? Semplice, Diego può garantire a Sampaoli alcune soluzioni diverse, lavorando tra le linee e nell’uno contro uno, per la ricerca della superiorità numerica. “Se Sampaoli mi ha chiamato penso sia anche merito del tecnico della Roma, che mi chiede di non restare incollato alla linea laterale e di cercare la palla tra le linee e in profondità”, chiude Diego. Domani è l’ultimo test, la prova con cui convincere definitivamente il c.t. dell’Argentina. Poi potrà anche iniziare a pensare al Barcellona. Sempre, appunto, che non lo faccia anche prima. E cioè domani, sfidando proprio quei tre.

(A. Pugliese)

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