Romelu è già andato a segno in sei delle sette gare europee. L’argentino: "Voglio il massimo, anche la Champions"
Stavolta tocca davvero a loro, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport Romelu Lukaku e Paulo Dybala, quasi come fossero i compagni di merende. Solo che qui non c’è niente di losco, ma solo una qualificazione da portare a casa. Prendendo in mano la Roma e portandola direttamente agli ottavi di finale. Contro l’avversario di sempre, quel Feyenoord che si è ritrovato ancora una volta sulla strada dei giallorossi, esattamente come due anni fa (finale di Conference League) e come la scorsa stagione (quarti di finale di Europa League). Per arrivare tra le prime 16 della competizione e sperare di raggiungere poi la quarta semifinale consecutiva (dopo quella con Fonseca e le due con Mourinho) Daniele De Rossi si affida soprattutto a loro due (e ad un Olimpico strapieno, oltre 67mila spettatori, record assoluto della gestione americana). Già, perché l’attuale tecnico della Roma in questo suo mese è stato spesso chiaro. "Loro sono i nostri campioni e da loro pretendo sempre qualcosa in più che dagli altri...".
Del resto, l’Europa League è praticamente il giardino di casa di Lukaku, ma anche la coppa dove Dybala ha prima abbattuto il Feyenoord e poi accarezzato il sogno con il Siviglia. Solo che l’aergentino non segna in Europa proprio da quel 31 maggio dello scorso anno, a Budapest, quando il suo gol fece sperare un po’ tutti nel bis dorato. Ed invece da quel giorno, quasi 9 mesi fa, la Joya non ha più timbrato il cartellino europeo, anche se poi delle 7 sfide giallorosse ne ha giocate solo 4. Chi, invece, continua a far gol ad ogni occasione è proprio Lukaku, che ha segnato anche all’andata, al de Kuip. E che nelle ultime 18 partite di Europa League ha fallito l’appuntamento con il gol in una sola occasione, nello sciagurato 2-0 in casa dello Slavia, proprio la partita che ha costretto la Roma a questo spareggio qui. "Ma dobbiamo andare oltre il semplice gol – dice De Rossi – Io valuto le prestazioni e loro stanno entrando nella mia idea di calcio, sono contento. Dovremo passare con o senza i loro gol".
Se Lukaku va ad intermittenza e negli ultimi due mesi è sembrato spesso affaticato, fuori giri, forse anche poco brillante, Dybala qualche lampo sparso lo ha anche lasciato intravedere, dall’alto del suo genio.
"Lavorare con Mourinho è stato stimolante e ha rappresentato una crescita significativa per me - ha detto la Joya in un’intervista rilasciata in Arabia Saudita a “Al Arabi Al Jadeed” – Parliamo di un allenatore che ha fatto tanto in carriera. Onestamente, non so cosa gli riservi il futuro, ma sono sicuro che continuerà in un top club. de rossi? Lui è stato un’icona della Roma da giocatore e ora è a pieno titolo impegnato nel nuovo ruolo. Ci sta trasmettendo le sue idee, è davvero stimolante lavorare con lui".
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