La Champions serve come il pane, soprattutto per Roma e Juventus. Ecco perché sfide come quella di stasera assumono un valore doppio, se non triplo. Intendiamoci: è un'ovvietà dire che la Champions sposta i bilanci. Ma non vale per tutti allo stesso modo. Giallorossi e bianconeri sono quelli che hanno più disperato bisogno dei ricchi premi Uefa, perché sono anche quelli più indietro nel percorso verso la sostenibilità finanziaria, scrive Marco Iaria su La Gazzetta dello Sport. Nelle ultime cinque stagioni, la Roma ha accumulato una perdita di 642 milioni, la Juve addirittura di 847 milioni. Nessuno ha fatto peggio: Inter e Milan hanno riportato un deficit aggregato rispettivamente di 472 milioni. È stato Dan Friedkin a sopperire con le sue risorse a un conto economico perennemente in rosso: gli apporti (finanziamenti soci via via convertiti in conto capitale) ammontano a 824 milioni, compresi i 50 versati nei primi mesi di questa stagione. Non sono stati da meno i soci della Juventus. È vero che Exor, la holding di Elkann/Agnelli che detiene la maggioranza, si è fermata (si fa per dire) a 446 milioni, nello stesso arco di tempo. Ma il totale degli aumenti di capitale, cui hanno contribuito anche gli azionisti di minoranza, arriva a 698 milioni, considerando le tre operazioni straordinarie tra il 2021 e il 2025. Includendo la ricapitalizzazione del 2019, si sfiora il miliardo (998 milioni).
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