Roma in rosso. Bilancio a -240 milioni: servono le plusvalenze

È pesante l’eredità di Pallotta. Il neo patron Friedkin ha deciso: cessioni e un aumento di capitale più ampio

di Redazione, @forzaroma

Uno sprofondo rosso. Anche se era atteso e in fin dei conti ce se lo aspettava. Ma la stima previsionale del bilancio al 30 giugno 2020 parla di una situazione economica per la Roma a dir poco complicata, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport: -188 milioni solo per il club, -204 per il bilancio consolidato (e cioè per la Roma e le società ad essa collegate), con un patrimonio netto negativo rispettivamente di 88,1 e 242,5 milioni (in flessione di 98,6 e 115 milioni). Insomma, numeri da mettere i brividi, sul cui andamento negativo ha influito ovviamente anche lo tsunami economico prodotto dal Covid-19. Ma che sono, sostanzialmente, l’eredità lasciata in dote da Pallotta alla nuova proprietà giallorossa.

Ma come ci si è arrivati a un buco così profondo? È chiaro che sui conti della Roma hanno pesato i tanti ingaggi pesanti chiusi negli ultimi 3-4 anni, che hanno prodotto un innalzamento dei costi (il monte ingaggi della scorsa stagione si aggirava intorno ai 160 milioni lordi) a fronte dei quali non c’è stata un processo parallelo dei ricavi. Anzi, questi si sono pian piano erosi, sostanzialmente per due motivi: la mancata partecipazione alla Champions League (che è valsa un ammanco di 55-60 milioni) e l’arrivo – appunto – della pandemia, che ha tolto nella parte finale della scorsa stagione anche la voce legata al botteghino, oltre che aver avuto proventi negativi su tutta una serie di ricavi (sponsor, diritti televisivi e attività commerciali del gruppo).

La strada per sistemare i conti, da qui a un anno, corre sostanzialmente su tre diverse corsie. La speranza di riattivare alcuni flussi finanziari come – appunto – gli incassi da botteghino (a proposito, con Sport e Salute è stato raggiunto un accordo per uno sconto di 300mila euro sul canone d’affitto dell’Olimpico per la scorsa stagione, per la stagione in corso si vedranno gli sviluppi futuri). E poi la speranza di andare avanti in Europa League, una coppa che – arrivando fino in fondo – potrebbe portare in dote una trentina di milioni di euro . Altro pilastro per risistemare i conti sono poi le cessioni e le conseguenti plusvalenze.

Infine la ricapitalizzazione, con i Friedkin (la proprietà ha già messo nelle casse 77,6 milioni per l’attività corrente) che entro fine anno completeranno l’aumento di capitale da 150 milioni. Ma che sono anche pronti ad integrare la cifra in questione con ulteriori iniezioni di denaro.

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