Roma in picchiata? C’è il vertice con Pallotta

Un punto nelle ultime tre di campionato: probabile che il presidente convochi tutti a Londra

di Redazione, @forzaroma

Se volessimo nobilitare le vicende minime del calcio, potremmo dire che dalla sconfitta contro l’Atalanta – grazie alle oneste parole di commento del d.s. Monchi – le analisi della Roma vanno inquadrate in una prospettiva storica. “Negli ultimi 16 anni sono cambiati 250 giocatori e non so quanti allenatori o dirigenti. Perciò non credo ci sia un problema di persone, ma di mentalità”. Se si eccettuano due Coppe Italia e una Supercoppa, la Roma è rimasta quasi costantemente al vertice del calcio italiano (i secondi posti sono stati ben 9), ma da 10 anni ha perso il sapore della vittoria.
La cosa più semplice, ovviamente, è chiedere sempre e solo giocatori forti. Sarebbe bello, ma il club giallorosso ha delle esigenze a cui non può derogare, e lo spiega lo stesso Monchi. “Prima di tutto però bisogna avere soldi e una situazione economica positiva. Voi conoscete la situazione economica della Roma, le soluzioni dobbiamo cercarle a Trigoria e non sul mercato”. E a chi gli chiede se entro il 30 giugno saranno necessarie altre cessioni, risponde sincero: “Forse sarà così”.
Come riporta l’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport”, i vertici giallorossi – che oggi saranno in conclave a Trigoria – corrono già ai ripari. Il problema ovviamente non può essere Di Francesco. Assai probabile che il presidente Pallotta come ogni anno di questi tempi convochi i dirigenti per fare il punto della situazione, magari facendo anche una ricognizione sulle mosse di mercato.
Nello stato attuale la Roma non potrebbe pensare a nuovi arrivi, ma se Bruno Peres fosse ceduto al Benfica o al Galatasaray, in difesa qualcosa sarà fatto di sicuro, anche se il prestito di Darmian è difficile. Difficile è anche la cessione di Nainggolan (non più intoccabile), ma prendono corpo le voci che vogliono Strootman intenzionato a cambiare aria. Anche se il rendimento dell’olandese è in declino, la sua clausola di rescissione è interessante (45 milioni a scendere) e per sostituirlo piacciono Barella e Castro.

(M. Cecchini)

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