Roma, il solito finale amaro

“Cosa non funziona? Io non faccio l’allenatore, ma sappiamo che Garcia ci chiede di aggredire subito e di attaccare, perché una squadra come la nostra deve fare questo. Dobbiamo continuare a volere questa vittoria, arriverà presto” dichiara Nainggolan

di Redazione, @forzaroma

In cinque giorni la Roma affronterà prima il Bate Borisov e poi il Napoli. Cinque giorni chiave per il futuro dei giallorossi, cinque giorni che possono rialzare la squadra o affossarla definitivamente. Nainggolan, ad esempio, ieri ha combattuto e lottato, ma altri giocatori sembrano aver tolto il piede dall’acceleratore e se c’è un problema reale in questa Roma è proprio l’assenza di una scossa nervosa, di una fibrillazione che possa far ripartire il cuore e le gambe, scrive Andrea Pugliese sulla “Gazzetta dello Sport“.

«Se l’arbitro non dava quel rigore avremmo vinto – dichiara Nainggolan al termine del match – quello è un episodio che fa la differenza. In tal senso è una delusione doppia, anche se non è certo stata la nostra migliore partita. Cosa non funziona? Io non faccio l’allenatore, ma sappiamo che Garcia ci chiede di aggredire subito e di attaccare, perché una squadra come la nostra deve fare questo. Dobbiamo continuare a volere questa vittoria, arriverà presto». La speranza è che succeda già mercoledì prossimo, in Champions. «È un risultato che non deve sfuggirci, dobbiamo dimostrare a tutti che siamo forti. Paura? Non credo che questa squadra soffra inconsciamente di questo. Il problema è che quando i risultati non arrivano è difficile reagire. Ci mancano quelli. E questo fa la differenza. Soprattutto in un momento come quello attuale: difficile, con tante critiche e un po’ di rabbia dentro».

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