Roma, frenata Champions

Gli emiliani tornano al successo che mancava da 3 mesi Giallorossi lenti, macchinosi e troppo teneri sotto porta

di Redazione, @forzaroma

Gioco verticale batte gioco orizzontale 2-0, scrive Andrea Schianchi su La Gazzetta dello Sport. Questo, in estrema sintesi, il nocciolo di una partita che il Parma strappa alla Roma aggrappandosi all’entusiasmo e alla freschezza dei giovani, alla saggezza tattica (mai concesso il fianco al contropiede avversario) e alla superba prestazione in fase difensiva. Così per i crociati arriva una vittoria che mancava dal 30 novembre 2020, quando andarono a sbancare Marassi contro il Genoa, e questi tre punti sono aria nei polmoni per la volata-salvezza. I giallorossi, invece, frenano nella ricorsa alla zona Champions, vittime di un’esasperante lentezza in fase di costruzione e di rifinitura. A tratti, quella di Fonseca sembra una squadra portoghese degli anni Settanta-Ottanta: tanti passaggini orizzontali, tanto possesso-palla, tanti ghirigori, però mai nessuno che si assuma la responsabilità di azzardare un dribbling, di tentare la verticalizzazione, di andare oltre il semplice compitino.

A costringerli in questa inutile gabbia, dentro la quale si scambiano il pallone mille volte senza mai trovare la via d’uscita, è anche l’atteggiamento del Parma che crea un imbuto davanti alla propria area di rigore, con Brugman che si abbassa opportunamente sulla linea dei difensori, e lì dentro, come pesciolini poco abituati a stare in mezzo alla corrente, finiscono i vari El Shaarawy, Pedro, Pellegrini e Dzeko. Occasioni create, pochissime: una punizione di Pellegrini nel primo tempo sulla quale Sepe si distende in tuffo, una conclusione di El Shaarawy in avvio di ripresa e una rasoiata di Carles Peres, nell’ultimo tratto di gara, sulla quale il portiere del Parma vola e devia in angolo.

A fare la differenza è la determinazione dei ragazzi di D’Aversa che vogliono a tutti i costi andarsi a prendere la gloria. Arrivano primi su tutti i palloni, sulle ribattute, vincono i contrasti e sgommano in velocità oltre le linee avversarie.

La sconfitta della Roma è figlia di un atteggiamento che, a volte, appare supponente: per affrontare il nemico e sfidarlo nell’uno-contro-uno servono spirito di sacrificio e grinta, qualità che la Roma al Tardini non mette mai in mostra.

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