Roma, dietro è un incubo. E i gol subiti raddoppiano

Roma, dietro è un incubo. E i gol subiti raddoppiano

In campionato prese 1,38 reti a gara, lo scorso anno erano 0,74. Fazio disastroso, si salva Manolas

di Redazione, @forzaroma

Errori, testa, distrazioni e scarsi sincronismi. C’è un po’ di tutto nella tenuta difensiva della Roma, come si è potuto vedere anche sabato nel derby perso con la Lazio per 3-0. Un mix esplosivo di nefandezze, sottolineate anche da Di Francesco a fine derby. “I ragazzi devono capire che se non si difende in un certo modo, non si può poi neanche attaccare in un altro modo“, le parole del tecnico subito dopo la Lazio. Ma per avere il termometro di come la tenuta difensiva giallorossa sia andata calando rispetto alla scorsa stagione, basta analizzare i numeri. Come riportato nell’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport” ad oggi la Roma in campionato ha subito già 36 gol in 26 partite, alla media di 1,38 a gara. Un’infinità, basti pensare che la scorsa stagione i giallorossi avevano subito in tutto 28 reti e quindi ben otto in meno di quelle già subite, ma in 38 gare complessive, con una media finale di 0,74 a partita. Se poi ci si aggiungono le partite di coppa, la Roma finora ha subito altre sedici reti in nove gare (tra Champions League e Coppa Italia). Complessivamente, tenendo conto anche delle coppe, la media dei gol-subiti attuale sale a 1,48, contro lo 0,82 della scorsa stagione. In buona sostanza, un disastro totale. Ma quali sono i motivi di questa Caporetto a livello difensivo? Su tutti la stagione dei singoli interpreti, con i difensori giallorossi che stanno vivendo complessivamente un’annata allucinante. Manolas è il solo a salvarsi, gli altri hanno tutti un rendimento o scadente o al ribasso. Olsen non vale ovviamente Alisson e Fazio dall’inizio della stagione sta accumulando errori su errori. Juan Jesus, poi, non è mai stato una garanzia e anche con la Lazio si sono visti i suoi limiti e Marcano ha faticato ad acquisire i meccanismi difensivi e l’abitudine a giocare con la difesa alta. Poi ci sono gli esterni, con Kolarov che sta pagando probabilmente pegno alla carta d’identità e Florenzi che continua a palesare le sue difficoltà con la fase difensiva. Santon, invece, dopo una buona partenza è andato calando e Karsdorp ha dato segni di vita solo ad inizio 2019. Poi, è chiaro, anche le coperture difensive del centrocampo hanno le loro responsabilità. Ma come ha detto Di Francesco sabato sera, “continuiamo a fare errori individuali“.

(A.Pugliese)

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