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I risultati segnano spesso il confine tra gioia e delusione. Ma non possono essere l'unico motivo per aprire processi. Quante volte lo avete sentito dire: bisogna cambiare tutto. Una discussione così si è già aperta alla Roma, dopo l'eliminazione in Europa League, scrive Alessandro Vocalelli su La Gazzetta dello Sport. Ora c'è chi mette in discussione i Friedkin, chi invoca una rivoluzione nello spogliatoio, chi se la prende con Gasperini. La delusione, come detto, è grande e giustificata. Ma è proprio in questi momenti che bisogna avere il cuore caldo ma anche la testa fredda. La Roma è una squadra che va potenziata; ma nessuno più dei Friedkin lo sa.
Bisognava affrontare due sessioni di mercato senza poter spendere a piene mani. Malgrado questo sono arrivati Wesley, Ghilardi, El Ayanoui, Malen e Robinio Vaz. i Friedkin hanno speso in estate più di 80 milioni e a gennaio altri sessanta. E da qui bisogna ripartire andando addirittura al di là di quello che accadrà in campionato. A cominciare da Gasperini, che conosce l'arte di impostare cicli vincenti, e che potrà - comunque vada il finale di campionato - chiedere e farsi ascoltare. Perché il futuro si costruisce partendo dal presente, dalle basi già esistenti e da un allenatore di primissimo livello.
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