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La cosa incredibile è proprio questa. Che nonostante tutto, la Roma è ancora lì e può sperare di farcela. Di certo ci crede Gian Piero Gasperini, l'uomo che strada facendo ha alzato l'asticella e che ancora oggi guarda alla Champions League come il vero traguardo stagionale. È questione di ambizione, voglia, intensità mentale. Tutti ingredienti che serviranno stasera per superare il Pisa e portarsi - almeno temporaneamente - a un solo punto di distanza dal quarto posto. Già - scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport - perché poi il vero alleato della Roma sarà proprio il calendario, con il Como che dovrà vedersela in casa con la capolista Inter domenica sera e la Juventus che farà invece visita domani all'Atalanta, in quello che è a tutti gli effetti uno scontro diretto. Serve un'inversione di tendenza, per tornare a correre e rendere al meglio in queste ultime sette partite che separano i giallorossi dal rompete le righe. E quel passo avanti vuol dire proprio arrivare a qualificarsi per la Champions. "A me la società non ha mai chiesto questo traguardo, sono io ad averlo fissato. E siamo noi come squadra a essercelo posto.Questo è un gruppo fatto di ragazzi seri, che metterà tutto fino alla fine". E allora stasera Gasp tornerà a puntare quasi sicuramente sulla stessa squadra che è uscita sconfitta a San Siro contro l'Inter, con Soulé e Pellegrini alle spalle di Malen, eccezion fatta ovviamente per Mancini, che sarà sostituito da Ghilardi. Poi, è chiaro, bisognerà mettersi a tavolino e decidere insieme come poter rinforzare questa Roma. Per renderla più forte e, magari, vivere nella Champions senza più rincorrerla da lontano. "Ho visto che negli ultimi due anni alla Roma sono arrivati circa 30 calciatori, di cui forse adesso giocano 4 o 5"
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