Roma canta: grazie Olsen. Soffre contro il Bologna e resta in scia del Milan

Roma canta: grazie Olsen. Soffre contro il Bologna e resta in scia del Milan

Gli emiliani rigenerati da Mihajlovic dominano nel primo tempo. Decisive le parate dello svedese: poi i gol di Kolarov su rigore e Fazio

di Redazione, @forzaroma

Il vantaggio di giocare per ultima, con tutti gli altri risultati già sul tavolo, diventa timore per la Roma che però riesce a uscire dalle sue paure. La Roma non perde in campionato dal 22 dicembre, 1-0 in casa della Juve: dopo quel giorno, in sette uscite 17 punti. Come riportato nell’edizione odierna de “La Gazzetta Dello Sport”  questo è il terzo successo consecutivo, Europa compresa: ma non dà l’indicazione di una maturità assicurata e duratura. Per ora conta che il Milan resti a un punto, l’Inter a cinque, ma che soprattutto Lazio e Atalanta siano state staccate. Il resto è da rivedere.

Il Bologna ha prevalso come occasioni, tiri in porta, padronanza del match. Se esce sconfitto deve incolpare il portiere Olsen, miracoloso in più di una scena, ma anche se stesso, perché troppi sbagli davanti alla porta vengono pagati. Come costano le sbadataggini di inizio ripresa, quando i rossoblù si fanno sorprendere nel cuore dell’area. La Roma segna da due calci fermi e con i difensori. Il Bologna tira venti volte verso la porta, Soriano sette, compresa una traversa; Sansone infila il 2-1 all’84’ e lo stadio trema come i giocatori. Ma alla fine il boato cancella i fischi del primo tempo.

C’è anche una mossa di Di Francesco per versare più energia, cercare di far diventare lucida e spregiudicata una banda ipnotizzata e tremolante: toglie Cristante al 45’, mette El Shaarawy, sposta trequartista Zaniolo, che largo soffriva, passa da 4-3-3 a 4-2-3-1. Non che i romanisti diventino di colpo sciacalli e serpenti, però qualcosa si smuove e il Bologna perde qualche certezza.

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